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Asp di Cosenza: l’Anac boccia il maxi appalto da 138 milioni per 100 strutture sanitarie. Baldino (M5S) “non è un caso”

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LA MAXI GARA

Asp di Cosenza: l’Anac boccia il maxi appalto da 138 milioni per 100 strutture sanitarie. Baldino (M5S) “non è un caso”

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha sollevando pesanti dubbi sulla legittimità del partenariato pubblico-privato per la gestione delle strutture sanitarie cosentine. “Assenza di rischio operativo”. Baldino “Non siamo davanti a un episodio isolato, ma a un sistema che si ripete”

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Medici ospedale sanità

COSENZA – L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha sollevato criticità bocciando un maxi appalti sanitario dell’Asp di Cosenza. Con delibera n. 88 ANAC ha evidenziato gravi criticità nella procedura da oltre 138 milioni di euro promossa dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza per la riqualificazione e gestione di circa 100 strutture sanitarie. Secondo l’Autorità, quello presentato come un ambizioso partenariato pubblico-privato (PPP) si configurerebbe in realtà come un appalto tradizionale mascherato, privo di uno degli elementi essenziali previsti dalla normativa: il rischio operativo a carico del soggetto privato.

Asp di Cosenza: cosa prevedeva il progetto

La gara indetta dall’ASP di Cosenza puntava a un intervento integrato su vasta scala. Il progetto prevedeva lavori di riqualificazione edile e impiantistica da completare in circa 30 mesi, servizi di progettazione tecnica e gestione ventennale di servizi essenziali, tra cui logistica sanitaria, lavanolo (noleggio e lavaggio biancheria), manutenzione degli edifici e degli ascensori, cura delle aree verdi. A fronte di un investimento iniziale di circa 14 milioni di euro per i lavori, il valore complessivo dell’operazione superava i 138 milioni, con remunerazione garantita tramite un canone annuo fisso a carico dell’ente pubblico.

Le criticità ANAC: “Assenza di rischio operativo”

Il punto centrale della bocciatura riguarda la struttura stessa del partenariato. In un vero PPP, il privato dovrebbe assumersi rischi concreti legati alla qualità e all’efficienza dei servizi erogati. Dall’analisi del capitolato, però, ANAC ha rilevato diverse anomalie penali concentrate quasi esclusivamente sui ritardi nei lavori, disciplina carente e generica per le sanzioni legate alla gestione dei servizi e assenza di standard qualitativi stringenti tali da incidere sui ricavi del concessionario. In sostanza, il guadagno del privato risulterebbe “certo e immodificabile”, svuotando il contratto della sua natura di project financing e trasformandolo in un appalto rateizzato.

asp di cosenza

Errori tecnici e lacune nel piano economico

Oltre alla questione del rischio, l’Autorità ha evidenziato una serie di criticità tecniche e procedurali a cominciare ad un errore documentale: allegata una proposta non definitiva con riferimenti temporali incongruenti. Il Piano economico sarebbe incompleto cin l’assenza di indicatori fondamentali come VAN (Valore Attuale Netto) e TIR (Tasso Interno di Rendimento). Vi sarebbe poi la mancata analisi comparativa. Nessuna adeguata motivazione sulla scelta del PPP rispetto a un appalto tradizionale. Carenze che, secondo ANAC, compromettono la trasparenza e la sostenibilità dell’intera operazione.

Cosa succede ora

Il parere dell’Autorità, richiesto dalla società Rekeep S.p.A., apre ora uno scenario delicato. L’ASP di Cosenza dovrà decidere se annullare in autotutela gli atti, come suggerito da ANAC oppure difendere la procedura con controdeduzioni formali. In caso di mancato adeguamento, l’Autorità potrà impugnare direttamente gli atti davanti al giudice amministrativo.

Baldino (M5S) “non è un caso isolato ”

Sul caso è intervenuta anche Vittoria Baldino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, che ha sollevato interrogativi più ampi “Non siamo davanti a un episodio isolato, ma a un sistema che si ripete”. Baldino ha collegato la vicenda a una precedente maxi concessione della Provincia di Cosenza, evidenziando analogie nelle criticità e negli attori coinvolti, tra cui il Consorzio Italia Servizi.

“Lo schema è identico a quello che avevo già segnalato mesi fa con un’interrogazione al ministro dell’Interno riguardo alla maxi-concessione in project financing, anche qui per vent’anni, da oltre 100 milioni di euro della Provincia di Cosenza, guidata da Rosaria Succurro. Guarda caso, l‘appalto per le manutenzioni impiantistiche era stato affidato allo stesso soggetto economico oggi bloccato dall’ANAC: il Consorzio Italia Servizi.  Secondo l’esponente M5S, la ripetizione di schemi simili in diversi enti pubblici farebbe emergere la necessità di verifiche approfondite da parte delle autorità competenti. “È necessario accertare se esista un vero e proprio sistema per drenare centinaia di milioni dalle casse pubbliche senza rischio per i privati”.

 

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