Italia
Ancora donne picchiate e abusate: il 2023 si chiude con una violenza senza fine

ROMA – Botte davanti ai figli, schiaffi e spintoni che in qualche caso hanno provocato addirittura aborti. Da nord a sud non si ferma la scia di violenza contro le donne. Tra gli ultimi casi venuti alla luce, l’incubo vissuto da una donna in provincia di Agrigento. E’ stata picchiata per anni davanti ai figli e in un’occasione, a causa delle percosse, ha perso il bimbo che portava in grembo. Maltrattamenti, vessazioni, minacce di morte che non erano mai state denunciate. Almeno fino a qualche giorno fa quando l’immigrata è finita al pronto soccorso di Licata. I medici, diagnosticando ferite e lesioni riconducibili a dei maltrattamenti, hanno dato l’allarme alla polizia. Così è stata ricostruita una storia di violenze subite dal marito che andavano avanti da anni. È stato avviato l’iter del ‘codice rosso’. La vittima, assieme ai figli, è stata allontanata dalla casa familiare ed è stata portata in una struttura protetta segreta. L’uomo è indagato ora per maltrattamenti in famiglia e il Tribunale ha decretato la perdita della potestà genitoriale.
Mentre a Rimini un 45enne è stato arrestato dalla polizia in flagranza differita. A quanto ricostruito, picchiava e violentava la moglie da mesi. Sabato mattina, forse consapevole di rischiare una denuncia, è stato proprio lui a chiamare il 112 raccontando di avere appena avuto una lite con lei. Arrivati in casa i poliziotti l’hanno trovato visibilmente nervoso e ubriaco. Gli agenti hanno raccolto le dichiarazioni della donna che, dopo aver superato l’iniziale paura, ha ricostruito i fatti della notte precedente quando intorno alle 3 il marito era rincasato e aveva iniziato a picchiarla. Avrebbe anche tentato di strapparle dalle mani il cellulare che stava usando per filmare la violenza, ma nel telefono era rimasta ancora traccia dell’aggressione in un audio.
A Crotone, a finire ai domiciliari con braccialetto elettronico è stato un 24enne che avrebbe più volte picchiato la compagna anche davanti alla figlia neonata. Il provvedimento cautelare è stato emesso in seguito alla denuncia della vittima da cui sono stati ricostruiti due anni di soprusi.
Mentre a Messina una minorenne ha subito a lungo abusi da parte del patrigno, che è stato arrestato. Le indagini sono scattate dalla denuncia presentata dalla giovanissima a settembre. La vittima ha riferito che avevano avuto inizio nel 2020 e si erano protratte fino al momento della sua fuga, avvenuta a settembre, dopo il compimento del diciottesimo anno di età. Le violenze subite, mai denunciate prima per paura e vergogna, avvenivano in casa.



















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