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“Angelica e le altre”: il silenzio sulla scomparsa e la «disumanizzazione delle persone trans»

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“Angelica e le altre”: il silenzio sulla scomparsa e la «disumanizzazione delle persone trans»

L’Equipe socio-sanitaria – Sopravvissuti a Tortura di Cosenza interviene sulla scomparsa di Angelica Causil di cui non si hanno notizie da oltre tre settimane

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Angelica Causil

RENDE – Da quasi un mese Angelica Causil è scomparsa. Il suo telefono è spento, i messaggi non arrivano, sui social non c’è traccia della sua presenza. Attorno alla sua assenza, denunciano gli operatori che l’hanno conosciuta, si è creato «un silenzio denso, violento», lo stesso che avvolge la sua scomparsa, resa pubblica «solo da un giornalista di una testata locale». Un silenzio che, secondo l’Équipe socio-sanitaria Sopravvissuti a Tortura, è tutt’altro che neutro: «È un silenzio che rimbomba, manifesto del disinteresse politico e sociale, rumoroso nella sua complicità. Perché nella società perbenista e benepensante alcune vite non meritano di essere cercate».

Angelica e le altre: la disumanizzazione

Nel documento diffuso dall’équipe si denuncia una gerarchia implicita delle vite, in cui le persone trans – in particolare donne trans, migranti e sex workers – vengono relegate ai margini: «Sono tollerate a patto che non disturbino, che restino invisibili, che paghino il prezzo della loro esistenza con la marginalità. Quando spariscono, semplicemente tornano a essere quello che il sistema ha sempre voluto che fossero: assenze senza peso».

Secondo l’équipe, la scomparsa di una donna trans viene spesso normalizzata e minimizzata: «Se una ragazza trans scompare, la vicenda viene qualificata come qualcosa di “normale”. La società borghese ha bisogno di colpevoli per lavarsi la coscienza e allora scava: era una sex worker, frequentava ambienti “a rischio”, aveva una vita disordinata. Tradotto: se l’è cercata». Un meccanismo che viene definito come una forma di disumanizzazione sistematica: «Non è solo vittimizzazione secondaria: è disumanizzazione. Se in una città di provincia fosse sparita una donna, l’informazione si sarebbe mobilitata immediatamente. Ma se scompare una donna trans, non succede nulla».

Angelica scomparsa Rende

Angelica e le sue cicatrici

L’équipe racconta di aver conosciuto Angelica un anno fa nei propri ambulatori: «Angelica porta addosso le cicatrici di ciò che ha attraversato. Non le nasconde. Sa che raccontano una storia che molti preferirebbero non sentire. Una storia di violenza, ma anche di ostinazione». Una storia di dignità: «È una sopravvissuta. E la sua vita, segnata e fragile, vale quanto tutte le altre — anche se il mondo non se n’è ancora accorto». Nel documento si fa poi riferimento anche a dati internazionali allarmanti: «Nel mondo, centinaia di persone trans vengono uccise ogni anno per motivi di odio e transfobia — oltre 350 tra ottobre 2023 e settembre 2024, la maggioranza donne trans o persone trans femminili».

E aggiunge: «L’Italia registra tra i più alti tassi di violenza e odio contro le persone trans in Europa». La conclusione è un atto di accusa ma anche di resistenza: «Le donne trans vengono trattate come corpi di passaggio, come se non appartenessero davvero a questo mondo. Anche quando cadono, lo fanno senza pubblico. Anche quando urlano, lo fanno nel vuoto». «La sua vita conta e continuerà a contare anche se il mondo prova a cancellarla».

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