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Antonio Perrotta morto dopo il pestaggio, la voce dei sindaci del Tirreno cosentino «più controlli»

Tirreno

«BASTA VIOLENZA»

Antonio Perrotta morto dopo il pestaggio, la voce dei sindaci del Tirreno cosentino «più controlli»

Dopo la morte di Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo deceduto in seguito all’aggressione subita nei pressi di una discoteca di Sangineto, dai sindaci arriva un appello unanime: vicinanza alla famiglia, fiducia negli inquirenti e maggiore presenza sul territorio

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Antonio Perrotta fuscaldo

COSENZA – Il dolore dei Comuni della fascia tirrenica cosentina è unanime per la morte di Antonio Perrotta. Una tragedia che ha scosso tutti e che apre una nuova riflessione sulla sicurezza nelle notti della movida. Il 34enne di Fuscaldo, operaio e operatore di servizi di sicurezza privata, è morto dopo essere stato vittima di un pestaggio nei pressi di una discoteca di Sangineto. Mentre le indagini proseguono per ricostruire la dinamica dell’aggressione e accertare le responsabilità, dai Comuni arriva una presa di posizione compatta.

antonio perrotta

A Fuscaldo il sindaco Giacomo Middea ha annunciato il lutto cittadino in occasione dei funerali, che non sono ancora stati fissati, e ha chiesto anche la sospensione o il rinvio di eventi e manifestazioni. «Non si può morire così», ha dichiarato il primo cittadino. Nel giorno delle esequie, ha aggiunto, «In quella giornata isseremo le bandiere a mezz’asta ed inviteremo tutte le attività commerciali ad abbassare le saracinesche».

Il dramma di Antonio Perrotta, sindaci del Tirreno chiedono  sicurezza

Anche Sangineto ha scelto di fermare gli spettacoli. Il sindaco Michele Guardia ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e ha sottolineato la necessità di una riflessione collettiva. «La violenza non può e non deve mai trovare spazio nella nostra comunità», ha affermato. E ancora: «episodi di questa gravità non possono essere ignorati. Dobbiamo tutti interrogarci e lavorare affinché sicurezza, rispetto e legalità tornino a essere valori imprescindibili della nostra convivenza».

Antonio perrotta 32 anni Fuscaldo

Il tema della sicurezza viene rilanciato anche dal sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, che richiama altri episodi avvenuti nelle ultime settimane. «Sul Tirreno cosentino, nelle ultime settimane, altri episodi di violenza hanno accompagnato le notti della movida», ha detto. «Questo lembo di terra ha bisogno di controlli, presenza e serenità».

Il fronte istituzionale

Alla richiesta di maggiore attenzione sul territorio si unisce Antonio De Caprio: «come segretario della Commissione anti ‘ndrangheta, ribadisco la necessità di contrastare con fermezza ogni forma di violenza e criminalità». Il messaggio che arriva dalle istituzioni locali è dunque quello di una risposta che non si limiti alla condanna dell’accaduto. Da un lato la fiducia nel lavoro degli investigatori, chiamati a fare piena luce sulla morte di Perrotta; dall’altro la richiesta di rafforzare controlli e presenza sul territorio, soprattutto nei luoghi e nelle fasce orarie maggiormente interessati dalla movida.

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