Area Urbana
Esclusa ogni responsabilità
Arcidiocesi di Cosenza scagionata nel caso Papa Giovanni XXIII, richiesta di risarcimento respinta
Il Tribunale respinge la richiesta di risarcimento da 121 milioni di euro: Arcidiocesi esclusa da ogni responsabilità nel fallimento dell’Istituto Papa Giovanni

COSENZA – Il Tribunale di Cosenza ha escluso ogni responsabilità dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano nel fallimento dell’Istituto Papa Giovanni XXIII. Con una sentenza emessa il 20 dicembre scorso, i giudici hanno rigettato integralmente la richiesta di risarcimento danni per oltre 121 milioni di euro avanzata dalla società Comabbio Securatisation S.r.l., cessionaria dei crediti della curatela fallimentare.
Papa Giovanni XXIII, Arcidiocesi esclusa da ogni responsabilità
La società attrice aveva attribuito all’Arcidiocesi una presunta responsabilità per omesso controllo sull’operato di monsignor Alfredo Luberto, amministratore della Fondazione, successivamente condannato in sede penale per bancarotta fraudolenta e altri reati. Il Tribunale ha invece chiarito che la vigilanza dell’Arcidiocesi era limitata esclusivamente agli aspetti spirituali e pastorali, non alla gestione imprenditoriale, ambito nel quale l’ente ecclesiastico «alcuna competenza avrebbe potuto avere».

La sentenza ha inoltre escluso l’applicabilità dell’articolo 2049 del codice civile, evidenziando come Luberto abbia agito «per finalità meramente personali, voluttuarie ed egoistiche», del tutto estranee all’Arcivescovo monsignor Giuseppe Agostino.
I giudici hanno riconosciuto l’autonomia giuridica della Fondazione, definita «autonomo centro di imputazione di rapporti giuridici», e hanno sottolineato l’assenza di qualsiasi collusione con l’Arcidiocesi, parlando piuttosto di «uno stato di sudditanza o eccessiva fiducia» nei confronti dell’amministratore.
“La decisione – sottolineano dalla Diocesi – conferma la correttezza dell’operato dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e ribadisce la necessità di una valutazione rigorosa dei presupposti della responsabilità civile, evitando indebite estensioni che potrebbero compromettere l’autonomia e la missione pastorale degli enti ecclesiastici”.


















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