Neonata rapita: scarcerato il marito di Rosa Vespa, la difesa di Moses «mi ha mostrato i certificati medici»

Sono arrivati questa mattina nel carcere di Cosenza e sono stati sottoposti ad interrogatorio marito e moglie che martedì pomeriggio hanno sequestrato la piccola Sofia. L'uomo quel giorno era convinto che quello fosse suo figlio. La donna resta in carcere

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COSENZA – Neonata rapita: stamattina intorno alle 9.00 sono arrivati nel carcere “Sergio Cosmai” di Cosenza per l’interrogatorio di garanzia e l’udienza di convalida, Moses Omogo Chidiebere di 43 anni e Rosa Vespa, di 51. La coppia, marito e moglie, lui di origini nigeriane e lei cosentina, è accusata di aver rapito la piccola Sofia di appena un giorno di vita, nel pomeriggio di martedì scorso, dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza. Durante l’interrogatorio l’uomo ha dichiarato al Gip di non saper nulla del piano messo a punto dalla moglie. Si è fidato di lei che gli avrebbe mostrato i certificati medici della finta gravidanza. Moses vittima del piano architettato da Rosa Vespa entrata nella stanza dove si trovava la neonata e l’avrebbe portata via con la scusa di cambiarla, spacciandosi per un’infermiera. La piccola Sofia è stata ritrovata dopo tre ore dalla Polizia in un appartamento di Castrolibero.

Prima dei coniugi sono entrati nel carcere Sergio Cosmai per l’udienza di convalida i rispettivi avvocati, Gianluca Garritano e Teresa Gallucci. L’accusa nei confronti di Rosa Vespa e Acqua Moses è di sequestro di persona. La dinamica del rapimento è stata ricostruita grazie alle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza della clinica e a quelle esterne che hanno immortalato l’auto con la quale la coppia si è poi allontanata, un’Alfa 147.

L’interrogatorio nel carcere di Cosenza

Dopo circa 4 ore di interrogatorio Rosa Vespa, difesa dall’avvocato Teresa Gallucci, e il marito, Acqua Moses, difeso dall’avvocato Gianluca Garritano, hanno risposto alle domande del magistrato e tentato di spiegare i motivi che li hanno portati a compiere il sequestro della piccola.

Legale Moses

Neonata rapita: Aqua Moses scagionato anche dalla moglie

La decisione è stata assunta dal gip Claudia Pingitore al termine dell’udienza di convalida nel corso della quale è emersa l’estraneità ai fatti contestati. Aqua Moses, sul quale erano emersi diversi interrogativi circa il suo coinvolgimento a seguito delle sue reazioni, sia dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza interne, che quando la Polizia ha fatto irruzione nell’appartamento, nel corso dell’interrogatorio avrebbe dichiarato di essere all’oscuro di tutto e di essersi fidato della moglie che gli avrebbe fatto vedere anche i certificati medici a dimostrazione che fosse davvero incinta. Riguardo al giorno del rapimento, Moses avrebbe riferito al magistrato di essersi recato in clinica convinto di portare a casa suo figlio.

L’avvocato di Moses “scarcerato perchè creduto totalmente”

“Il mio assistito – ha detto il suo difensore, Gianluca Garritano – è stato creduto totalmente perché lui stesso ha ritenuto credibile la gravidanza portata avanti dalla moglie. Ci sono anche delle foto che ritraggono Moses mentre bacia la pancia della moglie. Rosa Vespa aveva un pancione credibile che la faceva sembrare incinta. Ha mostrato al marito anche una lettera di dimissioni dalla clinica”. Il Gip ha scarcerato l’uomo ed ha confermato l’arresto per Rosa Vespa che si è assunta la responsabilità del rapimento della piccola Sofia e di aver architettato tutto da sola. Moses Omogo Chidiebere ha già lasciato il carcere di Castrovillari, dov’era detenuto ed è tornato a casa.

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