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La rieducazione attraverso l’arte. Al via nel carcere di Castrovillari “4½. Ai margini del cinema”

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La rieducazione attraverso l’arte. Al via nel carcere di Castrovillari “4½. Ai margini del cinema”

Nella casa circondariale “Rosetta Sisca” al via l’iniziativa di educazione all’immagine che si sviluppa all’interno dei contesti detentivi, riconoscendone il valore formativo e culturale. Dopo Casimiro Gatto arriva l’attore Luca Gatta

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carcere di castrovillari cellulare

CASTROVILLARI (CS) – Il carcere come pena non punitiva ma rieducativa. Una strada che sta prendendo sempre più piede all’interno degli istituti italiani. A Castrovillari, nella casa circondariale “Rosetta Sisca”, dopo le tensioni delle scorse settimane, si lavora attraverso le arti ed il laboratorio del progetto “4½. Ai margini del cinema”, iniziativa di educazione all’immagine che si sviluppa anche all’interno dei contesti detentivi, riconoscendone il valore formativo e culturale.

Il laboratorio ha preso il via qualche giorno fa ed è rivolto agli allievi della sezione carceraria di Castrovillari. Si è aperto con due interventi di Casimiro Gatto, dedicati all’analisi dell’immaginario del carcere nel cinema. Attraverso la visione di sequenze filmiche e una riflessione guidata, i partecipanti sono stati accompagnati a interrogarsi sulle molteplici rappresentazioni del penitenziario nel linguaggio cinematografico: luogo di reclusione ed espiazione, ma anche spazio di resistenza interiore, trasformazione e possibile redenzione.

Carcere di Castrovillari, l’arte come strada per la rieducazione

Il percorso ha preso avvio dal film di Robert Bresson “Un condannato a morte è fuggito” del 1956, opera di riferimento per un approfondimento sul rapporto tra cinema, libertà e condizione umana. La seconda sezione del progetto, realizzata in raccordo con l’attività didattica dell’IIS “Fermi Pitagora Calvosa” e con il supporto della prof.ssa Mariarosa Masotina, docente di lettere che segue gli allievi della Casa Circondariale “Rosetta Sisca”, si aprirà con “Margini”, laboratorio condotto da Luca Gatta, che lavorerà con gli allievi nelle giornate di giovedì 12 e sabato 14 febbraio.

Il laboratorio, che si muove nel territorio della Commedia dell’Arte, intende introdurre i partecipanti ai caratteri della commedia, ampliando le possibilità di analisi e di confronto con il linguaggio cinematografico e performativo. Tradizione italiana conosciuta in tutto il mondo, la Commedia dell’Arte ha esercitato una profonda influenza sulla cultura espressiva internazionale: Pulcinella, ad esempio, ha ispirato figure come Mr Punch in Inghilterra, Petruska in Russia e Karagöz in Turchia.

Carcere Castrovillari

In questo ambito, l’Associazione Aisthesis promuove studi dedicati alla Commedia dell’Arte e agli archetipi che sono alla base dei ruoli e delle maschere principali. Luca Gatta lavorerà inoltre anche con gli studenti della sezione diurna, coinvolti nel percorso di studio dedicato al cinema, favorendo un dialogo tra i diversi contesti formativi.

Rieducazione e reinserimento sociale

Nel solco dell’articolo 27 della Costituzione, il progetto si fonda sulla convinzione che la pena debba tendere alla rieducazione della persona condannata e al suo reinserimento sociale, nel pieno rispetto del principio di umanità. Il progetto è finanziato dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, previsto dalla Legge Cinema e Audiovisivo.

Un riconoscimento che colloca “4½. Ai margini del cinema” tra le esperienze di maggiore rilievo a livello nazionale nel campo dell’educazione all’immagine. Grande sostegno e collaborazione al progetto  è arrivato da parte del direttore dott. Giuseppe Carrà, del dirigente della Polizia Penitenziaria Carmine Di Giacomo e dei funzionari dell’area trattamentale il personale di Polizia Penitenziaria.

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