Area Urbana
Annullata la Gara
ASP di Cosenza: il Tar annulla il maxi appalto da 40 milioni di euro sulle pulizie in tutti i presidi e strutture
Accolto il ricorso contro il giudizio di congruità dell’offerta vincente. I giudici amministrativi dispongono una nuova verifica sull’anomalia dell’offerta entro il 30 settembre 2026 e condannano l’Asp di Cosenza alle spese di lite

COSENZA – Bocciatura per l’ASP di Cosenza sul maxi appalto sulle pulizie di tutte le strutture . Il Tar della Calabria ha giudicato illegittimo il giudizio sull’offerta annulla l’aggiudicazione. Con una complessa ed estesa sentenza di 50 pagine (la n. 1577/2026), la Prima Sezione del TAR della Calabria (Presidente Levato, Estensore Palmisano) ha annullato l’aggiudicazione della gara per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione di tutte le strutture dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Un maxiappalto dal valore complessivo di 40 milioni di euro il cui esito, ora, viene completamente reimmesso in discussione.
ASP di Cosenza: l’appalto sulla pulizie, la gara e il ricorso
La vicenda ha origine con la delibera a contrarre con cui l’ASP di Cosenza aveva indetto una procedura aperta a evidenza pubblica per garantire i servizi di igiene, sanificazione e attività complementari presso gli presidi ospedalieri e i presidi territoriali aziendali. Alla gara europea avevano risposto 21 operatori economici. Dopo le verifiche formali e le valutazioni di congruità, l’appalto era stato inizialmente assegnato a un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI).
A contestare l’esito della procedura è stata la ditta classificatasi al secondo posto che, con l’assistenza legale degli avvocati Oreste Morcavallo, Achille Morcavallo, Michele Perrone e Angelo Michele Benedetto, ha adito le vie legali denunciando gravi illegittimità nella valutazione dell’offerta tecnica ed economica presentata dal raggruppamento vincitore. Su quanto accaduto era stata avviata anche un’indagine della Guardia di finanza che aveva fatto irruzione negli uffici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. L’obiettivo era quello di sciogliere i dubbi sugli ambigui intrecci tra sanità e politica, sorti proprio dopo l’affidamento dell’appalto. I documenti prelevati dai finanzieri erano stati consegnati all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
L’esposto allertava su presunte gravi irregolarità: «modifica dei punteggi attribuibili alle offerte tecniche, la successiva rettifica dei verbali redatti dalla commissione giudicatrice, l’esclusione, in una fase già avanzata del procedimento, di almeno 5 operatori economici concorrenti; una presunta alterazione dei criteri di valutazione, intervenuta nel corso della procedura, suscettibile di aver inciso in maniera determinante sulla formazione della graduatoria finale».

Dalla fase cautelare al verdetto di merito
In prima battuta, l’istanza cautelare di sospensiva presentata dai ricorrenti era stata rigettata dal Tribunale Amministrativo Regionale a causa dell’avvenuta stipula del contratto tra l’ASP e l’aggiudicataria. Tuttavia, la battaglia legale si è spostata sul merito. Dopo l’acquisizione integrale di tutti i documenti di gara e dell’offerta presentata dalla controinteressata, i legali della ditta seconda classificata hanno presentato motivi aggiunti di ricorso. Giunti all’udienza di discussione, i giudici del TAR hanno ritenuto pienamente fondate le censure riguardanti il giudizio di congruità e anomalia dell’offerta.
Le decisioni del TAR: nuova verifica entro settembre
In accoglimento del ricorso, la Sezione Staccata di Catanzaro ha emesso una decisione netta con annullamento dell’atto di aggiudicazione della gara da 40 milioni di euro, fissazione di un termine perentorio per lo svolgimento di un nuovo procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta, che l‘ASP dovrà concludere entro il 30 settembre 2026 e condanna dell’ASP di Cosenza al pagamento delle spese di lite. Soddisfazione è stata espressa dai legali del collegio difensivo e dell’avvocatoMorcavallo per l’importante risultato professionale e per i rilevanti principi di diritto affermati dalla sentenza in materia di valutazione di anomalia delle offerte, destinati a fare giurisprudenza nelle gare d’appalto pubbliche.



















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