Calabria
CASSAZIONE
Assoluzione definitiva per l’ex presidente Antonella Stasi, si chiude il processo “Erebo Lacinio”
La Suprema Corte mette la parola fine all’inchiesta della Dda di Catanzaro sul presunto traffico illecito di rifiuti e sulla truffa ai danni del Gestore dei Servizi Energetici. Confermata l’assoluzione anche per l’ex presidente facente funzioni della Regione Calabria, Antonella Stasi

CROTONE – Si chiude con un’assoluzione definitiva il processo “Erebo Lacinio“, nato dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro che vedeva tra gli imputati anche Antonella Stasi, ex presidente della Regione Calabria. L’inchiesta aveva coinvolto l’azienda Le Verdi Praterie del Gruppo Marrelli di Crotone. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di assoluzione già pronunciata nel 2024 dal Gup di Catanzaro e successivamente confermata dalla Corte d’Appello, stabilendo in via definitiva che “il fatto non sussiste”.
Tra gli imputati assolti, oltre ad Antonella Stasi, ex presidente facente funzioni della Regione, il fratello e consulente dell’azienda Roberto Stasi, l’amministrativo Massimo Francesco Carvelli, la legale rappresentante Anna Crugliano e i dipendenti Salvatore Esposito, Antonio Muto, Raffaele Rizzo e Salvatore Succurro.

Dalle accuse all’assoluzione
L’indagine della Procura distrettuale di Catanzaro ipotizzava l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla gestione di un traffico illecito di rifiuti e alla commissione di una truffa aggravata ai danni del Gestore dei Servizi Energetici. Al centro degli accertamenti vi era l’impianto a biomasse gestito dalla società Le Verdi Praterie, guidata da Antonella Stasi, ritenuto dagli inquirenti responsabile della presunta produzione di biogas utilizzando materiali non regolarmente dichiarati. Secondo l’accusa, tale condotta avrebbe consentito la percezione indebita di incentivi pubblici per oltre 14 milioni di euro tra il 2011 e il 2018 e avrebbe provocato presunti sversamenti illeciti.

L’iter giudiziario si era concluso già nel 2024 con l’assoluzione di tutti gli imputati al termine del rito abbreviato. La decisione era stata successivamente confermata in Appello e, con la pronuncia della Corte di Cassazione, è diventata definitiva. La Suprema Corte ha quindi confermato integralmente l’assoluzione di tutti gli imputati coinvolti nell’inchiesta Erebo Lacinio, chiudendo definitivamente il procedimento giudiziario nei confronti dei componenti del Gruppo Marrelli e degli altri imputati.


















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