Italia
Allarme hacker
Attacco hacker ai supermercati, Piantedosi: «Siamo preoccupati, offensiva a livello europeo»
Attacco hacker alle celle frigorifere: il ministro dell’Interno ipotizza un’azione coordinata in più Paesi europei. Nel mirino anche l’Italia, con celle frigorifere in tilt nel Cosentino e in altre regioni del Sud

COSENZA – L’attacco informatico ai sistemi di gestione delle celle frigorifere dei supermercati, che nelle scorse settimane aveva già provocato disagi e danni in diversi Paesi europei, si è esteso anche all’Italia, interessando attività commerciali e centri distributivi in diverse regioni, tra cui Calabria, Puglia, Campania e Sicilia. Nel Cosentino, in particolare, l’incursione informatica ha mandato in tilt le celle frigorifere di supermercati e centri distributivi, provocando il deterioramento di numerosi prodotti alimentari e danni ancora da quantificare. Un’offensiva che solleva interrogativi sulla sua origine e sulla possibile regia.
Piantedosi: “Attacco a livello europeo, siamo preoccupati”
Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha parlato di una possibile iniziativa coordinata a livello europeo. “Siamo preoccupati, è avvenuto in più Paesi europei ed è presumibilmente un’iniziativa coordinata a livello europeo da parte di qualcuno che ha un contenuto di un’ostilità evidente”. “Sono all’opera i nostri tecnici – ha aggiunto – sia dell’agenzia per la cybersicurezza che gli esperti della polizia postale. Confidiamo di vederci chiaro in breve tempo“.

Celle frigorifere in tilt nel Cosentino, l’attacco hacker ai sistemi di gestione e monitoraggio
Ad essere vittime dell’attacco sono stati supermercati, stabilimenti e centri distributivi. Chi ha colpito ha attaccato i sistemi di gestione e monitoraggio delle apparecchiature refrigeranti alterandone le impostazioni di base ed i sistemi di controllo. Il sofware, settato con nuove indicazioni di soglia, non ha inviato in rete il tradizionale alert che scatta nel momento in cui le temperature, rispetto al settaggio, diventano troppo alte o troppo basse.
Le temperature delle celle frigorifere e dei banchi del freddo nei supermercati e nelle aziende della distribuzione hanno iniziato così improvvisamente a salire senza che il sistema ne rilevasse l’anomalia. Impostazioni “folli” con picchi fino a 150°C hanno mandato in tilt le apparecchiature: più passava il tempo e più le temperature salivano, arrivando a toccare anche picchi di 50°C, senza che il sistema segnalasse nessun disagio.
Un sabotaggio mirato e subdolo che ha permesso alle aziende colpite di constatare quello che era realmente successo e dare l’allarme, a seguito dell’apertura dei punti vendita e all’arrivo dei dipendenti.



















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