Area Urbana
«Trasferire l’autostazione a Vaglio Lise? Senza strategia, utenti e lavoratori penalizzati»
Usb contraria alla proposta: “Lo spostamento dell’autostazione da piazza della Provincia a Vaglio Lise non può essere una decisione improvvisata: senza un piano dei trasporti, il rischio è peggiorare il servizio”

COSENZA – “Trasporto pubblico locale a Cosenza: sullo spostamento dell’autostazione servono visione, tutele e un vero piano dei trasporti”. A dirlo in una nota il sindacato Usb Lavoro Privato Cosenza, contraria alla proposta avanzata della deputata della Lega Simona Loizzo di trasferire l’autostazione a Vaglio Lise.
“Trasferire l’autostazione? Serve un piano logistico per Cosenza”
La proposta avanzata da alcuni esponenti politici locali di spostare l’autostazione dal centro di Cosenza all’area di Vaglio Lise – precisa Usb – non può essere affrontata come una semplice operazione logistica o meramente urbanistica. Si tratta, a tutti gli effetti, di una scelta strategica che deve essere inserita all’interno di un Piano generale dei trasporti dell’area urbana di Cosenza.
Attualmente l’autostazione, gestita da Ferrovie della Calabria, è collocata nel cuore della città, in piazza della Provincia, e svolge la funzione di terminal bus per tutte le direttrici: nord, sud ed est-ovest. Questo garantisce un accesso diretto al centro urbano per migliaia di utenti provenienti dall’hinterland e dalle aree interne della provincia.
Lo spostamento a Vaglio Lise presenta certamente elementi di razionalità, soprattutto in termini di intermodalità: l’area è già oggi l’unico vero nodo di scambio del territorio, ospitando le stazioni ferroviarie di Trenitalia e di Ferrovie della Calabria con i suoi servizi ferro-gomma regionali. Da questo punto di vista, Vaglio Lise rappresenta una piattaforma naturale per un sistema integrato del trasporto pubblico. Tuttavia, non si può ignorare che una simile scelta comporterebbe criticità significative per tutti gli autobus non provenienti da Nord.
Senza un servizio di adduzione efficiente, frequente e affidabile, il rischio concreto è quello di penalizzare l’utenza, aumentare i tempi di percorrenza e scoraggiare l’uso del trasporto pubblico, dove già agisce, per taluni vettori, anche una integrazione tariffaria. A questo punto sarebbe auspicabile estendere a tutti i vettori l’integrazione tariffaria, facilitando così gli spostamenti intermodali e rendendo il servizio più comodo ed economico per l’utente.

“Serve chiarire il ruolo dei diversi soggetti coinvolti”
In questo contesto, va chiarito il ruolo dei diversi soggetti coinvolti. Il consorzio Cometra, che gestirà i servizi urbani ex Amaco potrebbe essere chiamato a svolgere un ruolo centrale nel garantire il trasferimento dei passeggeri dal terminal di Vaglio Lise verso il centro cittadino e verso l’attuale autostazione di piazza della Provincia, che potrebbe rimanere come capolinea urbano, a condizione che a Ferrovie della Calabria venga affidata la gestione della “nuova Autostazione”. Ma tutto questo richiede scelte chiare, investimenti adeguati e un coordinamento reale tra gestori, enti locali e Regione.
Come USB Lavoro Privato Cosenza, ribadiamo che qualsiasi riorganizzazione del sistema deve tenere insieme tre elementi fondamentali: il diritto alla mobilità dei cittadini, la qualità del servizio e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
Nessuna decisione può essere assunta senza un confronto preventivo con le parti sociali e senza valutare le ricadute occupazionali, organizzative e contrattuali.
Infine, non possiamo non ricordare che una vera visione integrata dei servizi avrebbe dovuto includere in quell’area anche il nuovo ospedale di Cosenza, che rappresenta uno dei principali attrattori di mobilità dell’area urbana. L’assenza di una connessione strutturata con l’ospedale resta una delle più grandi occasioni mancate nella pianificazione del trasporto pubblico cittadino.
Serve quindi meno propaganda e più programmazione. Lo spostamento dell’autostazione, se mai avverrà, dovrà essere l’esito di un progetto complessivo, condiviso e sostenibile, non l’ennesima decisione calata dall’alto sulle spalle di utenti e lavoratori.



















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