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Scomparso da oltre 10 giorni Antonio Menegon, il super perito della Procura di Cosenza sugli Autovelox

Italia

Troppe anomalie

Scomparso da oltre 10 giorni Antonio Menegon, il super perito della Procura di Cosenza sugli Autovelox

Si infittisce il mistero su Antonio Menegon, 78 anni, ingegnere e perito chiave dell’inchiesta della Procura di Cosenza sugli autovelox irregolari, scomparso da oltre 10 giorni. Si parla di pressioni, di un sistema economico potente colpito dalle sue perizie e di ombre su interessi milionari

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antonio menegon

ROSA’ (VI) – Antonio Menegon è scomparso il 2 gennaio da Rosà, nel Vicentino. Il “super consulente” della Procura di Cosenza nella maxi inchiesta sugli autovelox irregolari. Un giallo che si infittisce. Il 78enne, che vive da solo a Tezze sul Brenta (Vi) è un ingegnere noto per il suo ruolo di perito tecnico per conto dell’autorità giudiziaria e di consulente nella vicenda dei cosiddetti “autovelox irregolari”.

L’ultimo contatto risale al 1° gennaio. Un collega lo ha sentito al telefono mentre il giorno seguente, un’altra persona ha trovato una chiamata dalla sua utenza telefonica, ma quando ha provato a ricontattarlo non ha ricevuto risposta. L’auto e il furgone sono stati trovati chiusi nelle adiacenze del suo ufficio a Rosà in via Garibaldi. Qui sono stati trovati anche il computer acceso, la giacca, le chiavi di casa e il telefono. Della sua scomparsa si è occupata anche la redazione di “Chi l’ha visto?”.

Antonio Menegon scomparso, «Non si è tolto la vita»

A sostenerlo è Gianantonio Sottile Cervini, fondatore dell’associazione Altvelox, che da anni lavorava a stretto contatto con l’ingegnere 78enne: «Menegon non si è suicidato. Voleva andare fino in fondo e colpire un sistema con interessi enormi». Menegon, ex insegnante e perito tecnico di grande esperienza, è una figura centrale nelle indagini che dal 2023 hanno portato al sequestro di decine di rilevatori di velocità in tutta Italia, in particolare dei modelli T-Exspeed v 2.0, ritenuti approvati ma non omologati.

Proprio grazie alle sue consulenze, la Procura di Cosenza ha aperto un processo per frode nelle pubbliche forniture e truffa, iniziato l’8 gennaio, nel quale Menegon avrebbe dovuto testimoniare nelle prossime udienze.

antonio menegon 02

Una scomparsa che presenterebbe troppe anomalie. Secondo quanto emerso infatti, Mengon si sentiva minacciato, sorvegliato. Era convinto che il suo computer fosse sotto controllo. Si sentiva minacciato e sotto pressione perchè stava lavorando ad un sistema che negli anni ha generato volumi d’affari milionario.

Le ricerche sono state sospese ma le indagini proseguono da parte delle forze dell’ordine, coordinate dalla Procura di Vicenza, mentre anche la Procura di Cosenza segue il caso con grande attenzione, chiedendo aggiornamenti costanti tramite la polizia giudiziaria. Tutte le ipotesi restano formalmente aperte.

Il contesto è quello di una battaglia legale complessa, rafforzata anche da recenti pronunce della Corte di Cassazione che hanno distinto in modo netto tra dispositivi “approvati” e “omologati”, aprendo la strada a migliaia di ricorsi. Una battaglia che di fatto, avrebbe reso Menegon un personaggio scomodo. La famiglia dell’ingegnere continua a sperare in un allontanamento volontario ma nessuno, parenti e amici, crede che una persona combattiva come lui abbia deciso di farla finita.

Intanto però è scomparso da oltre 10 giorni e la sua sparizione improvvisa, arriva a pochi giorni dall’udienza preliminare del processo, partito proprio dalla denuncia di Menegon e che vede indagati nove tra manager genovesi e calabresi a rischio processo per i reati di frode in pubbliche forniture e falso ideologico.

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