Calabria
MARE 2026
Balneazione 2026: il mare in Calabria si conferma di elevata qualità. Oltre il 93% delle acque è al top – IL REPORT
Il report dell’Arpacal promuove a pieni voti i 670 chilometri di costa della regione: la classe regina sfiora il 90% dei campionamenti. Zero zone “scarse” nelle province di Catanzaro e Crotone, mentre restano sotto osservazione alcune criticità storiche nel reggino

COSENZA – Il mare in Calabria si conferma di elevata qualità e come una a delle mete d’eccellenza del turismo balneare italiano anche per la stagione 2026. Secondo i dati ufficiali pubblicati nel report annuale di Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria), lo stato di salute dei 670,9 chilometri di costa monitorati è straordinario: oltre il 93% delle acque analizzate ha ottenuto una classificazione tra “Eccellente” e “Buona”, con la classe regina che da sola sfiora il 90%.

I numeri del monitoraggio Arpacal: analisi a tappeto
L’attività di controllo condotta dai tecnici Arpacal nel corso della stagione balneare precedente (i cui dati consolidati su base quadriennale determinano la classificazione 2026) è stata imponente. In totale sono state monitorate 649 acque di balneazione sparse su 114 Comuni costieri. I numeri chiave della campagna di monitoraggio con i prelievi eseguiti secondo rigidi standard normativi (D.Lgs. 116/2008), a una profondità di circa 30 cm sotto il pelo dell’acqua e nella fascia oraria tra le 9:00 e le 16:00, integrando le analisi con il rilevamento dei parametri meteomarini: 4.179 campioni di routine analizzati durante la stagione, 150 campioni suppletivi e 8.658 determinazioni analitiche complessive incentrate sui due parametri microbiologici di legge: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali.
La mappa della qualità: i dati per classe e chilometri di costa
I dati integrati dell’ultimo quadriennio mostrano una situazione di straordinaria stabilità e pulizia diffusa lungo tutto il litorale calabrese. Se guardiamo l’estensione lineare della costa, l’impatto visivo del report è netto:
| Classe di Qualità | Percentuale su Numero Acque | Percentuale su Chilometri di Costa | Status ai Fini della Balneazione |
| Eccellente | 89,21% | 90,15% | Pienamente idonea |
| Buona | 6,63% | 6,54% | Pienamente idonea |
| Sufficiente | 1,54% | 1,13% | Idonea (sotto osservazione) |
| Scarsa | 2,62% | 2,17% | Divieto temporaneo di balneazione |
Accorpando le classi “Eccellente” e “Buona” nella categoria di “Elevata Qualità”, emerge che il 97% dei chilometri di costa calabrese offre acque eccellenti per tuffarsi in totale sicurezza. Le criticità (pari ad appena il 2,17% di costa in classe “Scarsa”) rimangono isolate, ben identificate e circoscritte a specifiche aree antropizzate o foci di canali.
Com’è il mare Calabrese nelle cinque province calabresi?
Il report Arpacal disaggrega i dati provincia per provincia, mostrando le specificità dei versanti tirrenico e ionico.
Cosenza (Tirreno e Ionio Cosentino)
Con ben 237 acque di balneazione distribuite su 205,8 km di costa, è la provincia più monitorata. Registra un eccezionale 94,51% di acque Eccellenti e solo lo 0,42% in classe Scarsa. Tra i miglioramenti di rilievo spicca il ritorno all’eccellenza di due tratti a Belvedere Marittimo (Capo Tirone) e del Fiume Aron a Cetraro.

Catanzaro (Due Mari)
Il litorale catanzarese (102 acque su 99,5 km) tocca vette altissime: il 96,08% delle acque è Eccellente e si registra lo 0% di acque scarse. Ottime notizie per il capoluogo, con il tratto Palazzo Bianco a Catanzaro Lido promosso da Buona a Eccellente.
Crotone (Ionio Crotonese)
L’area crotonese (85 acque su 108,8 km) fa segnare l’85,88% di acque Eccellenti e il 9,41% di Buone. Anche qui le criticità gravi sono azzerate (0% Scarse). Si segnala il balzo in avanti del tratto a 500 metri a sud del Fiume Neto, promosso a Eccellente.
Vibo Valentia (Costa degli Dei)
L’area che comprende la celebre Costa degli Dei vanta l’89,06% di acque Eccellenti e il 9,38% di Buone. Resta solo un punto critico isolato in classe scarsa (Nicotera, a 200 mt a dx del Fiume Mesima), mentre migliora il tratto Sud Torre Marina a Ricadi (Tropea/Capo Vaticano), che passa a Eccellente.
Reggio Calabria (Costa Viola e Riviera dei Gelsomini)
La provincia reggina copre 186,7 km di costa con 161 punti di controllo. Pur mantenendo il 78,88% di acque Eccellenti, sconta la situazione più complessa della regione con un 9,32% di punti in classe Scarsa, storicamente legati a criticità strutturali della rete depurativa in aree urbane (come alcuni tratti del Lido Comunale e di Gallico a Reggio Calabria, o la zona industriale di Gioia Tauro). Tuttavia, diminuiscono nettamente le acque “Sufficienti” a favore di quelle “Buone”, segno che gli interventi di risanamento stanno gradualmente funzionando.

Promossi e bocciati: le variazioni principali
Il report mette in luce il dinamismo delle coste calabresi, evidenziando i tratti di mare che hanno cambiato “voto” nel 2026 grazie alle attività di gestione ambientale. Tra i promossi a “Eccellente”, oltre ai già citati tratti di Belvedere Marittimo, Cetraro, Catanzaro e Ricadi, passano al massimo livello di qualità anche Crosia (Sbocco Fosso Decanato), Crotone (A 500 mt a sud Fiume Neto), Bianco (Camping Ionio Blu) e Reggio Calabria (Lido Caponera).
Il tratto Paola Area 9 (CS) esce dalla classe “Scarsa” per essere promosso a “Sufficiente”, mentre cinque tratti storicamente complessi tra Brancaleone, Melito Porto Salvo e San Ferdinando salgono da “Sufficiente” a “Buona”. Si registrano alcuni declassamenti fisiologici da “Eccellente” a “Buona” (19 punti in totale, tra cui località a Scalea, Fuscaldo, Stalettì e Scilla), che pur rimanendo pienamente balneabili e ad alta qualità richiedono attenzione per individuare eventuali pressioni antropiche o l’impatto di particolari eventi meteoclimatici.
Un patrimonio da proteggere
I dati Arpacal confermano che la Calabria si presenta alla stagione estiva con una risorsa mare in salute e fortemente competitiva. I cittadini e i turisti possono consultare in tempo reale i dati analitici di ogni singola spiaggia attraverso il Portale delle Acque del Ministero della Salute. Per il futuro, come evidenziato nelle conclusioni del report, la sfida sarà quella di blindare questi risultati eccellenti attraverso una sinergia sempre più stretta tra Arpacal, i Comuni costieri e i gestori degli impianti di depurazione, per eliminare definitivamente i pochi punti critici rimasti e valorizzare



















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