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Banda dei fucili rapina cacciatori, agiscono incappucciati e armati: perché il fenomeno è così preoccupante

Calabria

Assalti e violenza

Banda dei fucili rapina cacciatori, agiscono incappucciati e armati: perché il fenomeno è così preoccupante

I malviventi rapinano i cacciatori e agiscono quando è ancora buio. I loro fucili immessi nel mercato illecito

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Banda dei fucili

REGGIO CALABRIA – La zona del Reggino torna ad essere teatro di violenza e criminalità: la temuta “Banda dei fucili“, specializzata nel furto di armi da caccia per il successivo riciclo nel mercato illecito, colpisce ancora una volta. L’ultimo episodio si è verificato all’alba di domenica 14 dicembre 2025.

Banda dei fucili nella provincia di Reggio Calabria | Come agiscono

Confermata una vera e propria serie di attacchi che da anni prendono di mira i cacciatori della zona. Poco dopo le 5:40 del mattino, nei pressi di località di Laureana, l’azione dei criminali ha preso piede. Un gruppo di cinque cacciatori – a bordo di due veicoli – sarebbe stato bloccato bruscamente da almeno quattro aggressori.

Volti completamente travisati da passamontagna, a loro volta armati di fucili e pistole, sono scesi da una piccola auto di colore verde e hanno bloccato le vittime. La rapina è stata fulminea, brutale ed è durata veramente pochissimo tempo.

I malviventi si sarebbero impossessati delle sette armi da fuoco che i cacciatori avevano a bordo per poi fuggire e far perdere le tracce. Sotto shock i cacciatori, in seguito all’aggressione subita. Le cinque vittime hanno immediatamente lanciato l’allarme e sporto denuncia alle forze dell’ordine.

Armati e pericolosi

La paura tra i cacciatori e i residenti delle aree rurali reggine è amplificata dalla consapevolezza che la “Banda dei Fucili” opera in un territorio vastissimo e impervio, estremamente difficile da controllare per le forze dell’ordine. Il terrore seminato non riguarda però soltanto il furto di armi.

banda dei fucili contro i cacciatori

Come già accaduto negli assalti precedenti, inoltre, i delinquenti non esitano a ricorrere alla violenza fisica, oltre a quella verbale, rendendo gli incontri particolarmente traumatici per le vittime.

La questione più allarmante riguarda l’arsenale in possesso della banda. In un episodio analogo avvenuto in passato, infatti, i malviventi sono stati visti in possesso di fucili d’assalto kalashnikov. La presenza di armi da guerra tra le mani di questi rapinatori indica un livello di pericolosità elevatissimo e suggerisce che il bottino di fucili da caccia non sia l’unico obiettivo. Sarebbe parte integrante di un più ampio e organizzato circuito criminale.

Non è un caso isolato, ci sono dei precedenti

Questo violento attacco non è un caso isolato. La stessa dinamica è stata replicata, sempre nella mattinata, con altre due rapine accertate, avvenute nella zona di Melicucco. La situazione è percepita come “episodi fuori controllo” nel Reggino, zona fra l’altro colpita di recente dalla rapina accaduta sull’autostrada A2 ai danni di un portavalori.

Serpeggiano diverse bande criminali che minacciano, ormai apertamente, anche attività tradizionali e diffuse come quella della caccia. Le forze dell’ordine sono ora impegnate a dare la caccia agli aggressori e a frenare la diffusione di queste bande che alimentano il circuito illegale delle armi.

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