Area Urbana
Unical, la denuncia di uno studente e l’appello al rettore: «basta abusi di potere, più rispetto per i ragazzi»
Lo studente scrive alla nostra redazione e denuncia presunti comportamenti scorretti all’interno dell’Università della Calabria. Nel mirino seminari obbligatori fuori orario, rapporti con alcuni docenti e la richiesta di maggiori tutele per gli studenti

RENDE – Una denuncia affidata ad una lettera aperta e rivolta al nuovo rettore dell’Unical. A scrivere è uno studente dell’ateneo, che racconta quello che definisce un clima caratterizzato da “presunti episodi di abuso di potere da parte di alcuni docenti”.
Unical, la denuncia di uno studente
“Gentile redazione di Quicosenza, sono uno studente dell’Università della Calabria esasperato perchè, al netto delle recensioni ottime del nostro ateneo, internamente vi sono alcuni meccanismi che rendono impossibile un corretto svolgimento del percorso universitario. Nella mia facoltà, come in molte altre, tanti sono i docenti che si prendono tante e troppe libertà nei confronti degli iscritti ai propri corsi di studio”.
Le criticità segnalate
“Partendo da e-mail in cui il tono istituzionale lascia il posto a gravi episodi di mancanza di rispetto, si arriva persino ad organizzare seminari fuori dagli orari di lezione, intimando ai ragazzi di essere presenti, altrimenti non si potrà sostenere l’esame (secondo chissà quale personale regola). Seminari, inoltre, da cui non si è esonerati neanche in presenza di certificazioni mediche per visite di una certa urgenza, intimando di rimandare le visite perché la lezione (decisa all’ultimo minuto) ha la precedenza su tutto”.

“L’obbligo di frequenza è un caposaldo del nostro codice di ateneo, ma vale solo nelle ore di lezione: costringere ragazzi, di cui molti pendolari, ad assistere a seminari last-minute extracurriculari e dagli orari disumani, dalle 9:00 alle 19:00 a volte, è grave ed è solo la punta dell’iceberg della gravità della cosa”.
“Assistiamo infatti a favoritismi verso suddetti docenti, da parte dei direttori di dipartimento, e ad una mancanza di dialogo che permetta agli studenti di poter segnalare casi di abuso di potere, perché di questo si tratta. Mi chiedo se siano i rapporti interpersonali fra suddetti docenti e i loro direttori di dipartimento a permettere certe mancanze di rispetto: se cosi fosse, sarebbe grave e andrebbe contro tutti i principi di uguaglianza e meritocrazia di cui la nostra università si fa portatrice”.
L’appello al rettore
“Consiglierei al nuovo rettore – conclude lo studente – di prendere in mano le redini del proprio ateneo, lasciando perdere i questionari a crocette che sottopone a tutti gli studenti sessione dopo sessione. Deve scendere fra di noi, uscire dal suo ufficio e prendere provvedimenti contro chi non rispetta il codice etico e morale intrinseco nel campus”.

“Si deve avere rispetto ed educazione nei confronti dei docenti, ma altrettanto rispetto ed educazione si pretende verso gli alunni, ragazzi e ragazze che meritano un luogo in cui non vi sia alcun favoritismo né tanto meno ingiustizie, come l’abolizione di griglie di valutazione oggettive per la correzione di esami scritti in favore di un “personalissimo e soggettivo” metodo di correzione. In teoria molto è stato detto sull’uguaglianza e sul rispetto, tema su cui insisto, ed è ora che queste parole vengano messe in pratica e deve essere il neo-eletto rettore ad occuparsene, a nome degli studenti dell’ateneo, di cui è rappresentante legale e massima autorità accademica”.
Qualora l’Università della Calabria intenda rispondere in merito ai contenuti della lettera, la redazione di Quicosenza, è disponibile a pubblicarne integralmente la posizione.


















Social