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“Basta Carovita”: Cosenza in piazza contro rincari di carburante, bollette e carrello della spesa – FOTO

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“Basta Carovita”: Cosenza in piazza contro rincari di carburante, bollette e carrello della spesa – FOTO

A Cosenza il presidio “Basta Carovita” in Piazza XI Settembre: USB e La Base contro caro carburante, bollette e spesa. Intanto in Calabria protestano gli agricoltori

Marco Belmonte

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Basta Carovita Cosenza Home

COSENZA – Carburanti, utenze domestiche e carrello della spesa: sono i tre simboli attorno ai quali si è sviluppata oggi la manifestazione “Basta Carovita”, andata in scena in Piazza XI Settembre a Cosenza. Il presidio è stato promosso da realtà sociali e sindacali di base, tra cui USB e La Base Cosenza, con l’obiettivo di portare al centro del dibattito pubblico il peso crescente delle spese quotidiane sui bilanci delle famiglie. L’iniziativa cosentina si inserisce in una fase di forte mobilitazione che coinvolge anche altri territori calabresi, dove da tre giorni sono segnalati presidi e blocchi stradali legati soprattutto al caro carburante, con la partecipazione di agricoltori e altri lavoratori.

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“Una città già segnata da crisi lavorativa e abitativa”

A spiegare le ragioni della protesta è stata Jessica, una delle manifestanti intervenute in piazza. Al centro del suo ragionamento c’è la condizione particolare di un territorio del Sud: Cosenza, ha spiegato, vive già gravi crisi lavorative e abitative e il peggioramento della situazione economica nazionale ricade sulla città in modo diverso rispetto ai centri produttivi e al Nord Italia. Essere una piccola città del Mezzogiorno, per quanto capoluogo di provincia, comporta una marginalità che amplifica gli effetti dei rincari. È questo, ha sottolineato, uno dei motivi che hanno spinto i promotori a scendere in piazza.

 

“Basta Carovita”: dal carburante alle bollette: il peso della quotidianità

Le voci di spesa messe sotto accusa sono quelle considerate essenziali. Jessica ha ricordato le code ai distributori nei giorni scorsi, con la benzina a 2 euro al litro, “una soglia che – ha detto – qualche anno fa sarebbe stata impensabile da accettare“. Sulle cause degli aumenti, la lettura dei manifestanti è netta: la crisi del carovita, a loro avviso, non dipenderebbe tanto dai conflitti internazionali quanto da precise scelte politiche e da dinamiche speculative. Una situazione che mette in difficoltà le persone e avvantaggia le grandi industrie. Nel comunicato diffuso dagli organizzatori viene denunciato l’impatto dei rincari sulle famiglie e si chiedono interventi a tutela di salari, pensioni e servizi pubblici.

La critica alle istituzioni

Dalla piazza è arrivato anche un duro giudizio sulla politica. I promotori contestano le politiche economiche del Governo e le scelte sulla spesa militare, mentre Jessica ha affermato che chi siede in Regione e chi dovrebbe rappresentare i calabresi in Parlamento non mostrerebbe interesse per il problema. La richiesta è di rimettere al centro le condizioni materiali delle persone: lavoro, casa, servizi, salari e la possibilità di sostenere le spese essenziali. La manifestazione, ha precisato la stessa Jessica, è stata organizzata “dalla base”, da USB e da quelle realtà sociali che ogni giorno vivono i problemi delle persone comuni.

Mentre a Cosenza si manifestava in piazza, in altre zone della regione proseguiva la mobilitazione degli agricoltori calabresi contro il rincaro del gasolio e dei costi di produzione. La protesta, iniziata nei giorni scorsi, ha toccato diversi territori, tra cui Spezzano Albanese, Davoli Marina e Pizzo e Lamezia Terme. Proprio a Pizzo, allo svincolo dell’A2 del Mediterraneo, si sono registrati oggi momenti di forte tensione: alcuni manifestanti hanno tentato di superare il blocco predisposto dalle forze dell’ordine per accedere alla carreggiata autostradale.

Le due mobilitazioni hanno protagonisti e modalità diversi: da un lato cittadini e famiglie in piazza a Cosenza, dall’altro lavoratori e operatori economici sulle strade della regione. Il filo conduttore è però lo stesso, il peso crescente del costo della vita e dell’energia su famiglie, lavoratori e imprese. Il quadro che emerge è quello di una Calabria in cui la protesta contro il caro carburante assume forme differenti. E mentre le piazze e le strade chiedono risposte, resta aperta la questione su come contenere concretamente i costi ed evitare che i rincari gravino ulteriormente sui bilanci familiari e sulla tenuta delle imprese.

 

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