Calabria
ritorno alla vita
Dalla tragedia alla luce: Maria Luce è fuori pericolo. Dimessa la bimba di 6 anni sopravvissuta al volo dalla finestra
La piccola, unica superstite della tragedia di fine aprile, è ufficialmente fuori pericolo dopo un intervento di altissima complessità eseguito a Genova. Una sinergia straordinaria tra oltre 60 professionisti sanitari e un volo d’urgenza dell’Aeronautica Militare la restituiscono alla vita senza deficit motori

CATANZARO – È fuori pericolo ed è stata formalmente dimessa Maria Luce, la bimba di 6 anni unica superstite della drammatica tragedia di Catanzaro a fine aprile, quando una madre si è lanciata dalla finestra di casa insieme ai suoi tre figli. la Piccola era l’unica sopravvissuta all’impatto in cui avevano perso la vita la donna e i due fratellini. Dopo essere stata stabilizzata dai medici dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro, la piccola era stata trasferita d’urgenza e in condizioni di massima sicurezza all’Istituto Giannina Gaslini di Genova grazie a un volo sanitario dell’Aeronautica Militare appositamente attrezzato per la terapia intensiva.

Un quadro clinico disperato per la bimba di 6 anni
Dopo la tragica caduta dal balcone avvenuta a Catanzaro lo scorso aprile, le condizioni della bambina appaiono fin da subito disperate. Il politrauma riportato comprendeva la laerazione epatica a tutto spessore e trauma cranico, importanti contusioni polmonari con blocco dell’espansione del polmone sinistro e una gravissima lesione traumatica dell’aorta toracica, un danno con un tasso di mortalità superiore all’80% già al momento dell’impatto. L‘aorta risulta completamente recisa per un tratto di circa quattro centimetri, tenuta insieme soltanto dallo strato più esterno della parete vascolare. La primissima stabilizzazione effettuata presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro consente di tenere in vita la bambina e di programmare il trasferimento d’urgenza.
Il volo salvavita e l’intervento d’urgenza della notte del 30 aprile
Il trasferimento dalla Calabria alla Liguria è avvenuto in condizioni di massima sicurezza sanitaria. L’Aeronautica Militare mette a disposizione un velivolo speciale allestito come una vera e propria unità di Terapia Intensiva volante, con a bordo l’équipe medica di Genova e Catanzaro. Giunta al Gaslini, la bambina è stata presa in carico da un team multidisciplinare che comprende cardiologi, cardiochirurghi, rianimatori, chirurghi pediatrici e ortopedici. Nella notte del 30 aprile, l’improvviso peggioramento delle condizioni della lesione aortica impone un intervento d’urgenza a cuore aperto.

Le condizioni di salute e il delicato intervento chirurgico
Al suo arrivo al centro pediatrico ligure, le condizioni della bambina erano d’estrema gravità: presentava una lesione traumatica dell’aorta toracica, una lacerazione epatica a tutto spessore, contusioni polmonari e un trauma cranico. La piccola è stata sottoposta a un complesso intervento chirurgico durato ben otto ore, superato in modo brillante. A fare il punto sul suo stato di salute è Guido Michielon, direttore del reparto di Cardiochirurgia dell’Istituto Gaslini:“Abbiamo ricostruito l’aorta con il supporto dell’ECMO (circolazione extracorporea), garantendo la perfusione degli organi vitali durante tutta la procedura. Oggi il flusso nell’aorta è ripristinato, il polmone è tornato a riespandersi e la bambina non presenta danni neurologici né deficit motori: è il miglior risultato che potessimo ottenere.”
“La bimba sta bene, è stata dimessa dall’ospedale ed è iniziato un periodo di fisioterapia in regime di dimissione protetta. L’operazione ha dato gli esiti sperati sia a livello cardiaco che per gli organi interni, senza alcuna lesione midollare. Oramai cammina, ha ripreso ad alimentarsi autonomamente e il polmone si è riespanso. C’è ancora da lavorare sul piano fisico e psicologico, ma dal punto di vista anatomico è un quadro del tutto compatibile con una vita normale”.

L’eccellenza della rete Hub & Spoke: 60 professionisti in campo
Il salvataggio della bambina ha visto l’impiego sinergico di oltre 60 professionisti della salute tra le strutture di Catanzaro e Genova. L’operazione ha rappresentato un banco di prova per il modello organizzativo Hub & Spoke, dimostrando la capacità di coordinare rapidamente risorse specialistiche e logistica militare. L’esperienza coordinata tra l’AOU “Renato Dulbecco” guidata dal commissario straordinario Simona Carbone e l’Istituto Gaslini diretto da Renato Botti ha dimostrato l’efficacia delle reti pubbliche di alta specializzazione, capaci di garantire la continuità delle cure da un capo all’altro del Paese.
Nuova collaborazione sanitaria tra il Gaslini di Genova e Catanzaro
La notizia del miglioramento della piccola è stata commentata anche dall’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, che ha sottolineato il valore del lavoro d’équipe tra le strutture ospedaliere coinvolte. Il caso ha gettato le basi per un nuovo accordo di collaborazione tra l’Istituto Gaslini e l’ospedale ‘Dulbecco’ di Catanzaro. La convenzione prevede: la presenza periodica dei chirurghi del Gaslini a Catanzaro per attività operatorie e ambulatoriali, percorsi di formazione continua e confronto a distanza tra le équipe mediche delle due regioni e un canale privilegiato per la gestione e la sicurezza dei pazienti pediatrici ad alta complessità.




















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