Italia
TRAGEDIA SFIORATA
Bimbo di 3 anni rischia di annegare: giovane infermiera calabrese lo salva con la rianimazione
Provvidenziale intervento di Serena Opipari, 32 anni, calabrese, originaria di Zagarise e infermiera del Sant’Orsola di Bologna: il piccolo era in arresto cardiaco sulla battigia

PORTO CORSINI (RA) – Una giovane infermiera calabrese ha compiuto un gesto che ha salvato la vita ad un bambino. Una giornata di mare, una domenica di spensieratezza e gioco, si è trasformata improvvisamente in una situazione di emergenza sulla spiaggia di Porto Corsini, nel Ravennate. Un bambino di tre anni ha rischiato di annegare dopo essere finito in acqua, attirando l’attenzione dei presenti con scene di panico sulla battigia.
A notare la scena è stata Serena Opipari, infermiera di 32 anni del reparto di Terapia intensiva del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, originaria di Zagarise, piccolo centro del Catanzarese. Mentre si trovava in spiaggia per lasciare il litorale e rientrare a casa, ha sentito le urla e ha visto un uomo uscire dall’acqua con il bambino in braccio. Il piccolo era privo di sensi, cianotico e in arresto cardiaco.
L’intervento dell’infermiera calabrese e i minuti decisivi
Comprendendo subito la gravità della situazione, la 32enne ha iniziato senza esitazione le manovre di rianimazione. Cinque minuti di massaggio cardiaco; poi ha messo il bambino su un fianco per favorire l’espulsione dell’acqua dai polmoni. In quei momenti concitati, la rapidità dell’intervento si è rivelata fondamentale e dopo pochi istanti di rianimazione, il bambino ha iniziato a espellere acqua e ha ripreso gradualmente a respirare, tornando cosciente tra la commozione dei presenti. Poco dopo è arrivato il personale del 118, che ha stabilizzato il piccolo e disposto il trasferimento urgente al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, dove è tuttora ricoverato e in miglioramento.

Il sindaco di Zagarise: “orgogliosi di Serena Opipari”
«Ho agito d’istinto e sono contenta che il bimbo sia tornato a respirare». Parole semplici quelle di Serena Opipari che sintetizzano la lucidità e la professionalità dimostrate in un contesto di estrema emergenza. Originaria di Zagarise, nel Catanzarese, Serena è oggi un punto di riferimento nel reparto di terapia intensiva del Sant’Orsola.
La sua azione ha rapidamente fatto il giro della sua comunità d’origine, dove in molti l’hanno definita un orgoglio del territorio per il coraggio e la prontezza dimostrati fuori servizio. Il sindaco di Zagarise, Domenico Gallelli, si è detto “orgoglioso” insieme alla comunità della giovane.
A ringraziare l’infermiera calabrese, attraverso i social, è stata anche Isabella Conti, assessore al Welfare della Regione Emilia-Romagna: “l’ho chiamata per dirle che quella mia telefonata voleva in realtà essere un abbraccio carico di riconoscenza: da madre, da cittadina e da amministratrice pubblica. Il suo gesto ci ricorda quanto valore abbiano la competenza, il senso del dovere e l’umanità”.

“In Emilia Romagna abbiamo una straordinaria rete di bagnini, soccorritori, volontari, donne e uomini che ogni giorno si prendono cura degli altri, a loro va tutta la nostra riconoscenza”. E poi ancora “A Serena ho detto grazie, ma credo che il grazie più bello sia trasformare una storia che ci ha commossi in un impegno concreto, per fare in modo che una tragedia sfiorata diventi anche un’occasione per prenderci ancora più cura gli uni degli altri. Perché la prevenzione è un atto d’amore e la sicurezza dei bambini riguarda tutti noi”.




















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