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Cosenza, Borelli nuovo questore: “Più agenti e collaborazione dei cittadini”

Cosenza, Borelli nuovo questore: “Più agenti e collaborazione dei cittadini”

Borelli: “Sull’escalation di violenza che ha interessato la città di Cosenza, è fondamentale poter contare anche sulla collaborazione dei cittadini”

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COSENZA – Si è insediato ufficialmente quest’oggi, il nuovo questore di Cosenza, Antonio Borelli, che succede a Giuseppe Cannizzaro e arriva dal Viminale. Borrelli non è nuovo alla realtà cosentina perché nel 2019 e nel 2020 ha ricoperto sempre a Cosenza l’incarico di vicario. Ha definito la provincia di Cosenza una realtà complessa come ogni altra realtà calabrese, che conosce bene per aver ricoperto numerosi in ruoli su tutto il territorio calabrese, ma tutto questo non deve rappresentare un alibi, per cui è importante creare un clima di fiducia con  i cittadini.

Il nuovo questore ha ricordato che arriveranno nuove forze di polizia, in quanto il commissariato di Corigliano Rossano,  è stato elevato a primo dirigente, una promozione decisa con decreto del Ministero dell’Interno, che porterà maggiori risorse, uomini (da 50  a 78) e mezzi per potenziare il controllo del territorio e migliorare la sicurezza

In merito all’escalation di violenza che ha interessato nei giorni scorsi la città di Cosenza, il questore ha ribadito che, trattandosi di un fenomeno diffuso sia nelle periferie sia nelle zone centrali, è fondamentale poter contare anche sulla collaborazione dei cittadini.

Borelli: “Cosenza è una realtà complicata ma questo non è un alibi”

Cosenza come ogni realtà calabrese è una realtà complessa, però non è una realtà complicata, perché se noi dicessimo realtà complicata ci precostituiremmo un alibi”. A dirlo è il neo questore di Cosenza Antonio Borelli, che da oggi prende il posto di Giuseppe Cannizzaro, nominato Commissario straordinario del governo per le persone scomparse.

Cinquantasette anni, Borelli nella sua lunga carriera ha guidato l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Catanzaro per poi assumere il ruolo di questore vicario a Messina, prima dell’esperienza a Roma come ispettore generale nell’Ufficio centrale del ministero dell’Interno.

“Come tutte le realtà complesse – ha detto incontrando i giornalisti – dobbiamo analizzare qual è la situazione, creare il clima di fiducia dei cittadini. Se il cittadino si rivolge alle forze di polizia sicuramente si riesce a creare un circuito virtuoso che porta a svolgere meglio il nostro lavoro e di tutte le altre forze dell’ordine. Noi dobbiamo, prima di tutto, guardare le periferie, perché non possiamo abbandonarle. Ma dobbiamo guardare anche le zone centrali della città, sempre contando sull’occhio del cittadino che deve segnalare le situazioni di disagio a noi, ai Carabinieri. Anche situazioni che non hanno a che vedere con la sicurezza”.

“Ho fatto – ha proseguito – l’esempio di un parco non illuminato che fa la differenza in chi lo frequenta: se è illuminato ha un senso ed è frequentabile da parte di tutti, non illuminato, e questo non dipende chiaramente dalle forze di polizia, può essere oggetto di attenzione da parte di pregiudicati”. Diversi i temi trattati dal questore Borelli, dalla sicurezza, allo spaccio di droga e alla rivendita di alcol ai minori: “Questa è una cosa a cui tengo molto perché se c’è una distribuzione di alcol – poi lo dirò anche, eventualmente, in serie di riunioni con i titolari delle discoteche – in questo caso è già un reato penale. Su questo vigileremo e se necessario stipuleremo dei protocolli con gli esercenti”.

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