Ionio
Tribunale del Riesame
Braccianti bruciati vivi sulla Statale 106, restano in carcere i due indagati
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro rigetta la richiesta dei difensori: confermata la custodia cautelare per Safeer Ahmed e Ali Raza, ritenuti responsabili della morte dei 4 braccianti ad Amendolara

CATANZARO – Restano in carcere Safeer Ahmed e Ali Raza, arrestati con l’accusa di essere gli autori della strage dei 4 braccianti ad Amendolara. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha sciolto la riserva e ha confermato la detenzione in carcere per i due 31enni di nazionalità pakistana. I giudici hanno quindi rigettato la richiesta presentata dai legali degli indagati, confermando la misura cautelare già disposta nelle fasi precedenti.
Braccianti bruciati vivi in una stazione di servizio sulla 106
I due sono ritenuti coinvolti nei fatti avvenuti il primo giugno scorso presso una stazione di servizio IP lungo la Strada Statale 106, nei pressi di Amendolara. Nell’episodio hanno perso la vita quattro braccianti: il pakistano Waseem Khan, 29 anni, e tre cittadini afghani, Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni, morti dopo essere stati uccisi e dati alle fiamme.

Le tesi della difesa
Nel corso dell’udienza, i difensori degli indagati avevano chiesto la revoca o l’attenuazione della misura cautelare, proponendo una diversa ricostruzione dei fatti. Secondo la difesa, il movente non sarebbe legato a condizioni di sfruttamento lavorativo, ma a vicende di natura personale tra le parti coinvolte. Il Tribunale ha tuttavia respinto le richieste difensive, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari e confermando la permanenza in carcere dei due indagati. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro 45 giorni.

Gli avvocati difensori attendono ora le motivazioni per valutare eventuale ricorso in Cassazione. «In base alle motivazioni decideremo se andare o meno in Cassazione», ha dichiarato l’avvocato Giovanni Brandi Cordasco Salmena, sottolineando che solo la lettura del provvedimento permetterà di comprendere nel dettaglio la valutazione dei giudici su movente e aggravanti.




















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