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Buon 2026: Cosenza si è “scialata” con Brunori Sas, una notte fredda scaldata da un abbraccio collettivo

Area Urbana

Buon anno Cosenza

Buon 2026: Cosenza si è “scialata” con Brunori Sas, una notte fredda scaldata da un abbraccio collettivo

Una notte gelida scaldata dalla musica e dall’ironia di Brunori che ha regalato alla città un inizio d’anno intenso, solidale e profondamente cosentino

Marco Belmonte

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COSENZA – Il 2026 a Cosenza è iniziato con un abbraccio collettivo tra cosentini. Un caldo abbraccio che è diventato musica tra le mani della chitarra di Dario Brunori e dell’energia della sua band. Un inizio d’anno carico di emozioni e identità. Una serata fredda, forse tra le più fredde di questo inverno cosentino; ma ci ha pensato Brunori Sas a riscaldare il cuore della sua gente. Proprio da qui, dalla sua terra, il cantautore bruzio ha scelto di far partire il suo tour, regalando alla città uno spettacolo intenso e autentico.

Dal palco non sono mancate le sue canzoni più amate: da “Il Morso di Tyson” a “La verità”, da “Kurt Cobain” a “Per due che come noi”. E ancora “L’uomo nero” e “Guardia ’82”, cantata con migliaia di telefonini alzati verso il cielo in un momento di profonda commozione. Sotto il palco, lo slogan che più rappresenta il suo spirito: “ni scialamo”.

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Brunori è così: capace di portarti dalla commozione più intima alle lacrime, e subito dopo strapparti un sorriso nello stesso istante. Non poteva mancare la sua canzone sanremese, “L’albero delle noci”, accolta con entusiasmo da un’intera piazza in festa. E subito dopo, via libera agli immancabili sketch in stile cosentino, tra battute, freddure e ironia tagliente.

Brunori indossa la sciarpa rossoblu, ogni tanto riscalda le mani, sorride e fa sorridere. E tornando con un pensiero al festival di Sanremo, con ironia gioca sulla “sconfitta”, trasformandola in un manifesto identitario: «Popolo di Cosenza, non ci importa niente… noi vinceremo sempre nella sconfitta!». Una frase urlata alla folla che ha risposto con entusiasmo, perché sì, il pubblico si è “scialato” per davvero.

Non sono mancati i saluti alle associazioni presenti, ricordando come l’intero cachet della serata sarà destinato a loro: un gesto di solidarietà concreto che ha reso questo Capodanno ancora più significativo. Perchè la musica è anche strumento di inclusione e sostegno sociale.

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E poi il momento più surreale e divertente: il trenino in stile binario calabro-brunoriano. Tutti fermi, ma una “ola” collettiva ha attraversato la piazza tra condivisione e ironia, accompagnata dalla frase «Mo basta, un cha ’ facimu chiu!». A chiudere questo Capodanno interamente dedicato ai cosentini e non solo dopo le esibizioni degli artisti locali, un omaggio sentito a “Buonanotte Cosenza” di Mario Gualtieri. Un finale dolce, intenso, identitario.

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Brunori Sas ha scaldato il cuore dei cosentini, e così, dopo l’ultimo applauso e le luci che si spengono sulla piazza, resta l’eco di una notte che Cosenza porterà con sé a lungo. In una terra crudele, dove la neve si mescola al miele, Dario ha salutato il suo popolo come solo chi appartiene davvero a questi luoghi sa fare: con ironia, amore e identità. Buon anno, Cosenza.

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L’anno che verrà, dal Festival a piazza dei Bruzi

Un 2026 di emozioni dunque, è iniziato a Cosenza, con le note di Brunori Sas, protagonista di un concerto che ha unito musica e senso di comunità. Piazza dei Bruzi gremita, un teatro a cielo aperto dove ogni nota ha raccontato storie, sogni e quotidianità, trasformando l’ordinario in magia. Dopo un anno da protagonista – dal 75° Festival di Sanremo con il brano L’albero delle noci, premiato per il miglior testo, alla tournée estiva e alle date nei palasport italiani con orchestra, ultimo in ordine di tempo il tour che ha toccato diverse capitali europee – Brunori ha confermato sè stesso alla sua città, con una performance che ha conquistato tutti. E probabilmente anche quella cover presentata al Festival lo scorso anno, “L’anno che verrà” di Lucio Dalla, in qualche modo è stata una bella ‘premonizione’.

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Prima di Brunori, un cuore musicale targato Cosenza

Nella notte più lunga dell’anno che ha segnato il passaggio al 2026 piazza dei Bruzi è stata animata da una lunga e partecipata staffetta di artisti locali, protagonisti dell’attesa verso il nuovo anno. Un viaggio tra musica, parole, ironia e identità, che ha raccontato il fermento creativo del territorio. Da Franco Siciliano con un DJ set iniziale, che ha scaldato il pubblico a Speedy, cantautore di Sant’Agata d’Esaro, che ha portato sul palco la sua scrittura intima e generazionale.

Poi le risate con i Chinghios, che con i loro sketch e la comicità cosentina hanno conquistato la piazza a suon di battute. Ancora si sono esibiti Francesco Garenna, con DJ Kerò. Il cantautore cosentino ha presentato brani dal suo progetto “Traffico”, sul palco insieme a DJ Kerò. E ancora le voci calde e intense di Paola Pizzino, Giovanni Segreti Bruno e Federica Greco (Fè).  La lunga notte di passaggio verso il 2026 è stata poi all’insegna di Dario Brunori mentre il DJ set di Piero Tucci, ha accompagnato il pubblico fino alle prime ore del mattino tra musica ed energia.

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