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Calabria a secco: emergenza idrica totale: Dalla Sila all’Aspromonte, invasi ai minimi e acquedotti in crisi

Calabria

Emergenza Siccità

Calabria a secco: emergenza idrica totale: Dalla Sila all’Aspromonte, invasi ai minimi e acquedotti in crisi

La Calabria  affronta la peggiore crisi idrica degli ultimi anni con riduzioni fino al 50% nelle fonti d’acqua. In ginocchio l’intero sistema degli acquedotti regionali proprio nel cuore del periodo invernale

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Emergenza idrica

COSENZA – Calabria a secco, acqua che arriva sempre di meno nei rubinetti delle nostre case per un’emergenza idrica totale. Problemi strutturali di sicuro, con acquedotti vecchi anche  50 anni che non reggono più il peso degli anni e pochi investimenti. Ma la nostra regione sta affrontando una crisi idrica senza precedenti, stritolata nella morsa di una grave siccità che sta mettendo a dura prova l’intero sistema idrico regionale.

I dati diffusi da Sorical evidenziano cali preoccupanti nelle portate degli acquedotti e degli invasi, con riduzioni che in alcuni casi raggiungono il 50% rispetto alla capacità ordinaria. La drastica riduzione delle piogge e delle ricariche naturali ha portato a cali significativi nelle portate dei principali acquedotti e invasi della regione

Emergenza idrica: la situazione Cosenza e nell’area urbana

In provincia di Cosenza, l’Acquedotto Abatemarco tiene a fatica: mostra portate stabili ma inferiori rispetto allo scorso anno, con conseguenze per i 26 comuni serviti tra cui Cosenza, Rende, Castrolibero, Mendicino, Bisignano e Altomonte.

Desta particolare preoccupazione l’Acquedotto Bufalo, che ha registrato un ulteriore calo del 10% negli ultimi giorni.  Questo sistema serve la zona sud di Cosenza e numerosi altri comuni tra cui Rogliano, Mangone, Santo Stefano di Rogliano, Aiello Calabro e Paterno Calabro. Solo gli acquedotti del Tirreno Cosentino non destano preoccupazione, grazie all’attivazione dei pozzi solitamente utilizzati in estate per la domanda turistica. Il sistema Abatemarco–Bufalo, serve circa 220.000 abitanti in 38 comuni.

Acquedotto abatemarco

Calabria a secco: Altopiano Silano in sofferenza

Gli acquedotti alimentati dall’Altopiano Silano registrano le prime criticità significative. Lo Schema Sila Badiale, che serve San Giovanni in Fiore, Caccuri, Castel Silano e Cerenzia, ha subito un calo del 30% delle disponibilità idriche. Identica riduzione per lo Schema Brigante-Pulitrea, che alimenta Cotronei e integra le forniture per altri comuni della zona. Anche lo Schema idrico Tacina, fondamentale per Petilia Policastro, Santa Severina, Roccabernanda, Scandale, San Mauro Marchesato e Cutro, mostra una contrazione del 25%.

Acquedotto Savuto mai a livelli così bassi

Nel Catanzarese la situazione non è migliore. L’Acquedotto Posino-Montenero, che rifornisce Tiriolo, Settingiano, Amato e Miglierina, registra un calo del 30%. Ancora più preoccupante la condizione dell’Acquedotto Limbè-Maricello a servizio di Borgia: la sorgente Limbè è scesa sotto il 50% della portata normale. L’allarme più significativo riguarda però l’Acquedotto Savuto, che non aveva mai raggiunto livelli così bassi a metà dicembre. Con una riduzione del 30%, l’acquedotto mette a rischio l’approvvigionamento di 25 comuni tra Catanzaro e Cosenza, tra cui Lamezia Terme (in particolare le zone alte come Zangarona e Magolà Alto), Falerna, Nocera Terinese, Pianopoli, Decollatura e Soveria Mannelli.

Diga del Menta ai minimi storici

L’area metropolitana di Reggio Calabria vive la situazione più critica. A differenza dello scorso anno, quando le precipitazioni invernali avevano contribuito alla ricarica, la Diga del Menta si trova oggi ai minimi storici. L’Acquedotto Tuccio ha subito una riduzione del 30% della produzione sorgiva, rendendo necessaria l’attivazione del piano di Protezione Civile con la riattivazione di vecchi pozzi inattivi da anni.

Acqua rubinetti

Cali fino al 40% nel vibonese rispetto a 10 anni fa

Nella provincia di Vibo Valentia, l’Acquedotto Poro-Vasilicò, che serve Briatico, Cessaniti, Filandari, Mesiano, Mileto e Rombiolo, registra una riduzione del 15% rispetto all’anno scorso e del 40% rispetto a un decennio fa. Le sorgenti Conture, che riforniscono Briatico, Zambrone, Tropea e Ricadi, mostrano analoghi cali. Le sorgenti Santa Ruba per San Gregorio d’Ippona segnano una contrazione dell’8%, mentre la Diga dell’Alaco evidenzia riduzioni nei prelievi a causa del mancato processo di ricarica naturale.

Problema strutturale e cambiamenti climatici

Gli esperti sottolineano che non si tratta più di un’emergenza temporanea ma di una crisi strutturale. I cambiamenti climatici stanno modificando profondamente il regime delle precipitazioni in Calabria, rendendo necessarie strategie di adattamento a lungo termine. Sorical, in coordinamento con la Regione Calabria e la Protezione Civile, sta monitorando costantemente la situazione e attuando misure per garantire l’equilibrio del sistema idrico, riducendo al minimo i disagi per le comunità.

La società di gestione delle risorse idriche rinnova l’appello ai cittadini per un uso responsabile e consapevole dell’acqua, risorsa oggi più che mai preziosa per fronteggiare una crisi che evidenzia drammaticamente gli effetti del cambiamento climatico sulla regione.

Acqua rubinetto crisi idrica Calabria a secco

Crisi idrica: gli investimenti di Sorical

Per la provincia di Cosenza Sorical ha attivato interventi di emergenza per ridurre le perdite più gravi, turnazioni controllate dove necessario e azioni mirate sulle reti di distribuzione più inefficienti. Sono stati avviati tavoli tecnici con Regione e Comuni per affrontare le criticità e coordinare le soluzioni. È in corso anche la digitalizzazione della rete, con sistemi di telecontrollo e misurazione in tempo reale per individuare le dispersioni.

Dal 2019 la Regione Calabria ha investito oltre 5 milioni di euro sulla rete idrica di Cosenza. Sono in corso lavori di ammodernamento anche a Rende, Castrolibero e Luzzi, mentre in 60 comuni (25 dello schema Abatemarco) sono stati aperti cantieri per l’ingegnerizzazione delle reti.

Acquedotto Abatemarco

Per garantire sicurezza e continuità futura del servizio, Sorical ha pianificato interventi strategici, tra cui: derivazione di acqua dal lago Arvo (fino a 3,1 milioni di m³ nei periodi di siccità), ripristino dell’impianto di potabilizzazione di Piano Lago e dei suoi serbatoi (20.000 m³). Sull’Acquedotto Abatemarco sono previsti importanti interventi: entro febbraio 2026 un sistema di bypass per ridurre i fermi, varianti di tracciato con nuove gallerie, un “sistema tampone” per creare una riserva idrica naturale fino a 2 milioni di m³, il rifacimento di circa 50 km di adduttrici, un serbatoio di linea da 30.000 m³ a Cervicati e il completamento dell’adduttrice Capodacqua per garantire due linee indipendenti verso Cosenza.

 

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