Calabria
Calabria, l’acqua che non c’è. L’affondo di Scutellà: “Basta annunci, la Regione passi ai fatti”
Nel mirino della consigliera regionale finiscono i ritardi della Sorical sull’acquedotto Macrocioli a Rossano. “La Regione passi dalla programmazione ai fatti per tutelare un diritto”

COSENZA – Continuano i problemi dell’acqua in Calabria, regione che ogni giorno deve fare i conti con situazioni negativa sulla rete idrica, con conseguente ricaduta sulla vita quotidiana dei cittadini. Rubinetti a secco, anche in alcune zone durante le festività di Natale.
E proprio da qui inizia il commento di Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione Calabria. L’esponente politico ha duramente richiamato la maggioranza di centrodestra alle proprie responsabilità.
Emergenza idrica in Calabria, Scutellà parla del DEF
Al centro della critica c’è il Documento di Economia e Finanza (DEF) regionale. Si tratta di un testo che promette una rivoluzione del sistema idrico. L’obiettivo è quello di abbattere del 50% lo spreco d’acqua e mandare in pensione i vecchi acquedotti comunali, spesso ridotti a colabrodo.

“Obiettivi del tutto scollegati dalla realtà dei fatti“, attacca la Scutellà. L’esponente del Movimento 5 Stelle ribadisce come le linee guida della Regione rischino di “rimanere un esercizio di stile se non vengono accompagnate da una reale capacità di aprire i cantieri. Non bastano linee programmatiche generiche o richiami a finanziamenti futuri“, insiste Scutellà.
L’esempio sul caso Macrocioli
Per dare forza alla sua denuncia, Elisa Scutellà cita un esempio che brucia sulla pelle dei residenti della zona di Rossano, nel caso specifico l’acquedotto Macrocioli, in località Gelso.
Lo scorso maggio, infatti, la Sorical aveva annunciato l’avvio imminente dei lavori per sostituire circa 700 metri di una condotta ormai obsoleta, nota per le sue frequenti rotture. A distanza di mesi, però, non ci sarebbero stati questi lavori, così come indicato dalla Scutellà.
“Mentre le famiglie continuano a subire disservizi quotidiani. È inaccettabile che interventi dichiarati urgenti e imminenti restino fermi al palo”, commenta.
La richiesta di un cronoprogramma
E proprio a tal proposito, infatti, Scutellà chiede che ogni impegno venga accompagnato da un cronoprogramma pubblico, così che i calabresi possano monitorare se i soldi vengono spesi e se i lavori procedano davvero.
“Garantire un servizio idrico efficiente è un diritto fondamentale. La Regione deve dimostrare, con i fatti e non con le dichiarazioni di principio, di voler restituire dignità alle comunità calabresi, oggi esasperate e private di un servizio essenziale“, conclude la nota firmata da Elisa Scutellà.

















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