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Calabria, il momento della crescita: a Cosenza focus su lavoro, imprese e investimenti

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Calabria, il momento della crescita: a Cosenza focus su lavoro, imprese e investimenti

Calabria in crescita oltre la media nazionale grazie a investimenti pubblici, turismo ed export, ma con forti divari su occupazione femminile, innovazione e competitività delle PMI. Focus alla Camera di Commercio con Banca d’Italia

Marco Belmonte

Pubblicato

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Camera Commercio Cosenza

COSENZA – Una Calabria che cresce più della media nazionale e del Mezzogiorno, sostenuta da turismo, export, investimenti pubblici e capacità imprenditoriale, ma chiamata ad affrontare le sfide dell’occupazione, dell’innovazione e della competitività delle piccole e medie imprese. È il quadro emerso nel corso dell’incontro “Economie regionali – L’economia della Calabria”, promosso dalla Banca d’Italia e dalla Camera di Commercio di Cosenza e ospitato questa mattina nella Sala Petraglia.

Ad aprire i lavori sono stati Klaus Algieri, presidente della Camera di Commercio di Cosenza, e Maurizio Silvi, direttore della Filiale di Catanzaro della Banca d’Italia. All’iniziativa hanno inoltre preso parte il vice direttore della Filiale di Catanzaro Francesco Spadafora, gli economisti Graziella Mendicino e Iconio Garri, l’imprenditrice Antonella Tarsitano e il professor Francesco Aiello, direttore del Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza “Giovanni Anania” dell’Università della Calabria.

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PIL in crescita e investimenti pubblici

Nel suo intervento introduttivo, il presidente Klaus Algieri ha evidenziato come il rapporto della Banca d’talia rappresenti uno strumento prezioso per comprendere la reale condizione economica della regione e individuare le direttrici lungo cui costruire il futuro della Calabria. Algieri ha sottolineato l’importanza di investimenti duraturi, infrastrutture moderne e una visione condivisa tra istituzioni, associazioni di categoria e sistema produttivo.

Il dato più significativo emerso dal rapporto riguarda la crescita del PIL regionale, aumentato dell’1,1% nel 2025, una performance superiore sia alla media nazionale sia a quella del Mezzogiorno. Ad illustrare i dati principali del rapporto è stato Francesco Spadafora, che ha evidenziato come la crescita sia stata accompagnata da un significativo aumento della spesa per investimenti da parte di Regione, Province e Comuni. Nel 2025 gli investimenti degli enti territoriali hanno raggiunto 1,2 miliardi di euro, con un incremento di circa il 30% rispetto all’anno precedente. Spadafora ha inoltre ricordato come la Calabria disponga ancora di oltre 11 miliardi di euro tra fondi europei, fondi di coesione e risorse del PNRR da utilizzare entro la fine del decennio, una disponibilità che potrà incidere in maniera determinante sulla crescita futura del territorio.

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Occupazione: segnali positivi ma restano i divari

Tra gli elementi positivi evidenziati dal rapporto vi è l’aumento dell’occupazione. Nel 2025 gli occupati sono cresciuti del 3,8%, con oltre 20 mila lavoratori in più rispetto all’anno precedente e una riduzione del tasso di disoccupazione sotto la soglia del 10%.

Nonostante ciò, restano forti criticità strutturali. Il tasso di occupazione continua a essere inferiore di circa 16 punti percentuali rispetto alla media nazionale. Particolarmente delicata la situazione dell’occupazione femminile: mentre in Italia lavora una donna su due, in Calabria il dato si ferma a una donna su tre. Graziella Mendicino ha inoltre richiamato l’attenzione sulla qualità dell’occupazione e sulle dinamiche salariali, evidenziando come l’inflazione abbia inciso sul potere d’acquisto delle famiglie e come una parte significativa della nuova occupazione si concentri in comparti caratterizzati da stagionalità e contratti part-time.

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Piccole e medie imprese al centro dello sviluppo

Nel corso del dibattito è stato più volte ribadito il ruolo strategico delle piccole e medie imprese, che rappresentano la struttura portante dell’economia calabrese e nazionale.

È emersa la necessità di sostenere il sistema produttivo attraverso investimenti, accesso al credito, innovazione e riduzione dei costi che gravano sulle attività economiche. Le PMI continuano infatti a rappresentare il principale motore dell’occupazione e della crescita regionale. Particolare attenzione è stata dedicata anche al contrasto al lavoro sommerso e alla necessità di creare condizioni economiche che consentano alle imprese di crescere e competere in un contesto sempre più complesso.

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Agroalimentare ed export, patrimonio da valorizzare

Tra i punti di forza dell’economia regionale emerge il contributo dell’export e dell’agroalimentare.

La Calabria conferma una forte vocazione agricola ed è tra le regioni leader per produzioni biologiche. Dall’incontro è emersa tuttavia la necessità di rafforzare la trasformazione industriale delle produzioni agricole e di aumentare il valore aggiunto delle filiere locali.

L’obiettivo è trasformare le eccellenze del territorio in opportunità di sviluppo economico, occupazione qualificata e maggiore presenza sui mercati internazionali.

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Turismo in crescita, ma restano ampi margini di sviluppo

Ampio spazio è stato dedicato al turismo, tema affrontato da Iconio Garri.

Nel 2024 le presenze turistiche sono aumentate di quasi il 12%, confermando la crescente attrattività della Calabria. Un risultato sostenuto anche dall’incremento dei collegamenti aerei e dal superamento della soglia dei quattro milioni di passeggeri transitati negli aeroporti regionali. L’analisi ha però evidenziato come esistano ancora ampi margini di crescita. Molti comuni calabresi non dispongono di strutture ricettive e la maggior parte dei flussi turistici continua a concentrarsi lungo le coste, soprattutto sul versante tirrenico. La sfida dei prossimi anni sarà valorizzare anche le aree interne e distribuire meglio i flussi durante tutto l’anno.

Tra i temi affrontati anche quello delle infrastrutture, considerate fondamentali per consolidare lo sviluppo economico regionale. Particolare attenzione è stata riservata al porto di Gioia Tauro, che continua a rappresentare uno dei principali hub logistici del Mediterraneo e un’infrastruttura strategica per l’economia della Calabria e dell’intero Paese. Accanto alle infrastrutture materiali, è stata sottolineata l’importanza di investire nelle reti immateriali, nella digitalizzazione e nella capacità di attrarre investimenti produttivi.

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Università e imprese: una sinergia per il futuro

Nel dibattito conclusivo, l’imprenditrice Antonella Tarsitano ha evidenziato il ruolo del turismo come leva di crescita e promozione territoriale, richiamando l’importanza di una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, imprese e operatori del settore.

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A chiudere i lavori è stato il professor Francesco Aiello, che ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare il rapporto tra università e sistema produttivo. Innovazione, ricerca e trasferimento delle competenze sono stati indicati come strumenti essenziali per aumentare la competitività delle imprese e trattenere in Calabria giovani talenti e professionalità qualificate.

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La sfida: trasformare la crescita in sviluppo duraturo

La fotografia scattata dalla Banca d’Italia restituisce l’immagine di una Calabria in movimento, sostenuta da investimenti, turismo, export e occupazione. La sfida indicata dai relatori è ora quella di trasformare questi risultati in uno sviluppo strutturale e duraturo, capace di ridurre i divari storici, rafforzare il tessuto produttivo e creare nuove opportunità per cittadini, imprese e territori.

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