Calabria
DIVARIO AMPIO
Calabria, il dato choc di Eurostat: lavora solo il 50,3% e il 45,35% è a rischio povertà
L’ultimo annuario statistico regionale di Eurostat restituisce l’immagine di una regione ancora distante dagli standard europei: occupazione ai minimi, rischio di povertà tra i più elevati dell’Ue e un marcato divario nell’utilizzo delle tecnologie e dei servizi digitali

COSENZA – Per la Calabria, l’annuario regionale di Eurostat fotografa un divario strutturale rispetto a numerose altre aree europee, che interessa tanto l’economia quanto la vita quotidiana dei cittadini. I numeri sul mercato del lavoro delineano uno dei principali elementi di criticità.
Nel 2025, 64 delle 244 regioni dell’Unione europea hanno registrato un tasso di occupazione inferiore al 74%. Tra queste figurano 11 regioni italiane, con la Calabria che presenta il valore più basso del Paese: appena il 50,3% della popolazione risulta occupata. Un dato leggermente inferiore a quello della Campania, ferma al 50,8%, e della Sicilia, al 51,4%, e che colloca la regione tra le aree con i livelli occupazionali più contenuti dell’intera Unione.
Eurostat, Calabria in coda all’Europa
Il quadro diventa ancora più delicato osservando gli indicatori relativi alla povertà e all’esclusione sociale. Nel 2025 erano 92,7 milioni le persone a rischio nell’Ue, pari al 20,9% della popolazione. La Calabria raggiunge il 45,35%, risultando seconda nella graduatoria europea dietro alla Guyana francese, che registra il 54,8%. Nelle prime posizioni compare anche la Sicilia, con il 44%, mentre la Campania raggiunge il 41,2%.

Tecnologia e servizi avanzati, il divario resta ampio
Le difficoltà non riguardano soltanto occupazione e condizioni sociali. La Calabria non compare tra le regioni europee caratterizzate da una significativa presenza occupazionale nel manifatturiero ad alta tecnologia e presenta un forte ritardo anche nei servizi ad alta intensità di conoscenza, dai comparti informatici e finanziari alla consulenza e ai servizi legali. Un settore nel quale emerge invece il peso della Lombardia.
Il quadro evidenziato da Eurostat riguarda anche la trasformazione digitale, nonostante questo ambito sia stato centrale nella programmazione del Pnrr. Per l’utilizzo dei social network, a fronte di una media europea del 67,3%, la Calabria si ferma al 45,5%. Ancora più marcato è il divario nell’home banking: il 69,7% è la media Ue, contro appena il 17,8% della Calabria, che condivide il valore più basso con altre regioni italiane e con diverse aree di Bulgaria e Romania.

Pubblica amministrazione e competenze digitali
La distanza dall’Europa, secondo Eurostat, emerge anche nell’utilizzo dei servizi digitali della Pubblica amministrazione. In Calabria la quota di cittadini che ricorre alle interazioni online con la PA si ferma al 12,9%, contro il 57,7% della media europea. Un divario che si riflette anche sulle competenze: nel Sud e nelle Isole il livello rilevato è pari al 18,6%, mentre nell’Ue raggiunge il 60,4%.




















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