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Riscatto sociale e memoria storica per una “Calabria Felix”. Presentato a Diamante il libro di Gimigliano e Ciucci

Tirreno

Riscatto sociale e memoria storica per una “Calabria Felix”. Presentato a Diamante il libro di Gimigliano e Ciucci

A Diamante la presentazione del volume edito da Pellegrini. Dalla Grotta del Romito di Papasidero ai “rustici dei sogni”: l’opera di Gimigliano e Ciucci invita a riscoprire le radici e la bellezza nascosta del territorio

Marco Garofalo

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tavolo-relatori-gimigliano-ciucci Diamante

DIAMANTE (CS) — Uscire dalle paludi dell’immobilismo, affrancarsi dalla morsa degli stereotipi e superare la dannosa “cultura del lamento”. È questa la rotta tracciata durante la presentazione del libro “Calabria, viaggio ozioso di un Flâneur, anzi due… (Pellegrini Editore), scritto a quattro mani da Domenico Gimigliano e Carla Ciucci, tenutasi lo scorso 27 luglio nella cornice del Ristorante Paluà a Diamante.

Un incontro denso di spunti critici e costruttivi, durante il quale il lento vagare ed osservare dei due “flâneur” si è trasformato in un forte invito alla presa di coscienza e all’azione collettiva. L’obiettivo condiviso è quello di restituire rispetto a una regione che possiede tutte le potenzialità per generare sviluppo, benessere e qualificarsi a pieno titolo come una vera e propria “Calabria Felix”.

Il Sindaco di Diamante : «Il destino della regione non va affidato ad altri»

Ad aprire il confronto è stato l’intervento del Sindaco di Diamante, Achille Ordine, che ha colto il senso profondo dell’opera sottolineando la necessità di valorizzare la resilienza del territorio: «Pagine che ci invitano a prendere coscienza di una Calabria forte e resiliente che ha l’ambizione di crescere, di raccogliere quella speranza di tanti che in questa terra investono e credono, che ha tutte le potenzialità per costruire il suo futuro. Ed è proprio questo, forse, il messaggio più importante che questo libro ci lascia. Il destino della Calabria non può essere affidato agli altri».

I “rustici dei sogni” e la risposta al nichilismo

Nel corso della serata si sono alternati gli interventi appassionati dei due autori, ciascuno portatore di una visione complementare e profonda del territorio. Carla Ciucci (guida turistica e calabrese d’adozione) ha raccontato la sua esperienza quotidiana con i gruppi di visitatori stranieri, spesso accecati dagli stereotipi al primo impatto. Emblematico il suo sguardo sulle abitazioni incompiute: quelli che molti liquidano affrettatamente come “ecomostri” sono in realtà i «rustici dei sogni», frutto dei sacrifici e delle rimesse degli emigrati che sperano un giorno di tornare nella propria terra per godersi la pensione e riabbracciare i propri figli. «Andare oltre — ha spiegato Ciucci — è la chiave per aprire nuovi percorsi».

Domenico Gimigliano (coautore) ha posto l’accento sui ritardi infrastrutturali, sull’emigrazione sanitaria e sulla “fuga dei cervelli”, esprimendo profonda amarezza per il nichilismo che avvolge troppi cittadini e per un contesto in cui i diritti rischiano di trasformarsi in doveri e rincorse contro il tempo. Per l’autore occorre «risentire il suono dei popoli antichi», recuperando un’identità di cui la regione è stata artificiosamente privata.

Viaggio ozioso Calabria

L’architettura della memoria: dalla Grotta del Romito alla sostenibilità

La serata, moderata con precisione dalla giornalista Alessia Antonucci insieme all’architetto Domenico De Rito, ha toccato anche il tema della tutela del patrimonio storico-paesaggistico. De Rito ha evidenziato come in questa «terra aspra e luminosa» si celino bellezze architettoniche ancora inesplorate ma spesso avvolte dall’oblio, citando l’esempio della Grotta del Romito a Papasidero. Da qui l’appello a salvaguardare e rigenerare l’architettura della memoria, riflettendo sul valore della sostenibilità e sul dovere di restituire al presente l’eredità dell’antichità calabrese.

 

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