RENDE – I recenti dati sulle esportazioni calabresi, riportati nel Rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Calabria, evidenziano una performance ragguardevole da parte del settore agroalimentare calabrese. Oltre il 90% dell’export regionale proviene dalla manifattura, settore fondamentale perché consente di competere sui mercati esterni, aumentando produttività e crescita economica. All’interno della manifattura, il principale motore dell’espansione è l’agroindustria: tra il 2016 e il 2024 le sue esportazioni sono più che triplicate, crescendo molto più rapidamente del resto dell’export regionale.

Questo indica che non si tratta solo di un aumento delle vendite all’estero, ma del rafforzamento della competitività delle filiere agroalimentari calabresi, capaci di trasformare le risorse agricole in prodotti a maggiore valore aggiunto e di affermarsi stabilmente sui mercati internazionali.

L’agroindustria traina l’export e apre nuove prospettive per la Calabria
Secondo il professor Francesco Aiello, docente del Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza dell’Università della Calabria, si tratta di “un segnale estremamente positivo perché, pur trattandosi ancora di valori assoluti relativamente contenuti, emerge un trend che sembra indicare un vero e proprio cambiamento di paradigma tecnologico nelle imprese del settore alimentare. Sono aziende che riescono a collocarsi nelle fasce più alte della catena del valore sui mercati internazionali, puntando non tanto sulla competizione di prezzo, quanto sulla qualità dei propri prodotti”. Aziende calabresi che rispetto alla quantità si caratterizzano proprio per la qualità e non rappresentano più soltanto un motore dell’economia, ma anche un importante traino per lo sviluppo turistico.
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