Calabria
LA DENUNCIA
Calabria al buio meteo, il radar in Sila che monitora il maltempo è fuori uso da mesi
Il radar della Protezione Civile di Monte Pettinascura è fondamentale perché monitora buona parte della Calabria centrale e settentrionale, permettendo di seguire l’evoluzione dei temporali in tempo reale. Intere aree tra Cosenza, Catanzaro, Crotone, Lucania e Golfo di Taranto sono scoperte

COSENZA – Il radar della Protezione Civile di Monte Pettinascura è offline ormai da circa 3 mesi. Questo radar è fondamentale perché monitora buona parte della Calabria centrale e settentrionale, permettendo di seguire l’evoluzione dei temporali in tempo reale attraverso il nowcasting. Intere aree tra Cosenza, Catanzaro, Crotone, Lucania e Golfo di Taranto sono scoperte. Una situazione simile si era verificata anche nei mesi scorsi.
L’impianto situato a Monte Pettinascura si trova nel territorio comunale di Longobucco, a circa 1.725 metri di altitudine. È dotato di un avanzato radar Doppler a doppia polarizzazione in banda C, nello specifico il modello Gematronik Meteor 600 C.
Grazie alla sua collocazione elevata e particolarmente favorevole, questo sistema è in grado di sorvegliare in modo continuo una vasta porzione del territorio calabrese, caratterizzato da un’orografia complessa, oltre alle aree marine circostanti. La copertura si estende anche a parte della Basilicata e della Campania, consentendo di seguire con grande precisione lo sviluppo e lo spostamento dei sistemi precipitativi in arrivo, con un livello di dettaglio superiore rispetto a quello ottenibile tramite le tradizionali stazioni pluviometriche al suolo.
Una situazione del genere rende difficile aggiornare con precisione l’evoluzione del maltempo sul territorio. Questo comporta il problema di non poter visualizzare le eventuali formazioni temporalesche. Dai primi di marzo sono stati diverse le celle temporalesche che non state visionate a causa della mancanza del suddetto radar.
Calabria al buio meteo, il radar non funziona: “E’ una vergogna”
Una denuncia che si fa sempre più insistente in questi giorni da diversi metereologi e stazioni meteoreologiche. “Nelle ultime settimane la nostra regione e il Sud Italia hanno attraversato una delle fasi meteorologiche più turbolente degli ultimi decenni. Quest’anno, infatti, abbiamo dovuto affrontare scenari estremi legati a una serie di cicloni (come Harry, Ulrike, Nils, Erminio e altri) che hanno provocato piogge in alcuni casi molto abbondanti”, scrive Fabio Zimbo dalla propria pagina social.
“Già anni fa questo impianto fu al centro di uno scandalo nazionale, denunciato anche da servizi televisivi. Dopo quel clamore sembrava tutto risolto, ma oggi siamo di nuovo punto e a capo: abbandono totale“, scrive Meteo Lo Gullo lanciando un video dalla propria pagina social. “Senza radar siamo ciechi. È l’unico strumento che permette il nowcasting, cioè capire in tempo reale dove e con quale intensità colpiranno i fenomeni. Senza, restano solo previsioni generiche, senza precisione sui temporali violenti.
Con l’arrivo dell’estate il rischio aumenta: i temporali di calore, improvvisi e localizzati, possono essere devastanti. Senza radar non possiamo individuarli subito né avvisare in tempo. Saremo costretti a “guardare il cielo” come un secolo fa. Il problema è serio per la sicurezza pubblica. Le stazioni a terra registrano ciò che è già successo, il radar vede ciò che sta accadendo. Senza dati in tempo reale, su quali basi si alzano le allerte mentre i fenomeni sono in corso”
Anche la stazione metereologica Sant’Elia di Catanzaro incalza: “Il problema è serio. Quando poi succedono i disastri, non si può dire ‘perché non ci avete avvisato?’: senza radar, il nowcasting è praticamente inesistente.”





















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