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Calabria nella morsa della ludopatia: 4 province nella top 10 nazionale. Straface replica: «14 centri attivi»
La Calabria finisce nella parte più allarmante della mappa italiana del gioco d’azzardo. Quattro province calabresi figurano infatti tra le prime dieci in Italia nella classifica che incrocia la diffusione del gioco con la disponibilità di strutture pubbliche di cura.

CATANZARO – La Calabria finisce nella parte più allarmante della mappa italiana del gioco d’azzardo. Quattro province calabresi figurano infatti tra le prime dieci in Italia nella classifica che incrocia la diffusione del gioco con la disponibilità di strutture pubbliche di cura. Un quadro che ha riacceso l’attenzione sull’emergenza ludopatia e sul sistema di assistenza presente sul territorio regionale.
A sollevare la questione è la nuova analisi pubblicata da GiocoResponsabile.info, aggiornata al 3 novembre 2026. Secondo i dati elaborati, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Crotone e Catanzaro occupano rispettivamente il quarto, quinto, sesto e ottavo posto nella graduatoria nazionale. Tutte e quattro, inoltre, risultano prive di centri pubblici di trattamento registrati nella piattaforma nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Numeri che fotografano una situazione preoccupante, soprattutto se rapportati alla quantità di denaro che viene movimentata attraverso slot machine, scommesse, lotterie e piattaforme online.
Reggio Calabria quarta in Italia: oltre 4.300 euro giocati per adulto
A guidare la classifica calabrese è Reggio Calabria, che conquista il quarto posto nazionale. Nel 2025 il giocato ha raggiunto quota 4.323 euro per adulto, con una media di 692 euro mensili per famiglia.
Una cifra superiore sia alla spesa alimentare media regionale, pari a 589 euro al mese, sia all’affitto medio di riferimento, quantificato in 369 euro.
Subito dopo arriva Vibo Valentia, quinta in Italia, con 4.097 euro giocati per adulto nell’arco dell’anno e una media familiare mensile di 661 euro.
Al sesto posto nazionale si colloca Crotone, con 3.983 euro per adulto all’anno e 633 euro mensili per famiglia. Catanzaro occupa invece l’ottava posizione, con 3.778 euro per adulto e una media mensile familiare di 598 euro.
Quattro territori concentrati nella fascia più critica della graduatoria nazionale, con una diffusione del gioco che pone interrogativi sulla capacità del sistema territoriale di intercettare e assistere le persone a rischio dipendenza.
La classifica della Calabria: i numeri provincia per provincia
Ecco i dati riportati dall’analisi:
- Reggio Calabria: 4.323 euro giocati per adulto all’anno; 692 euro al mese per famiglia; quarto posto nazionale.
- Vibo Valentia: 4.097 euro per adulto; 661 euro mensili per famiglia; quinto posto nazionale.
- Crotone: 3.983 euro per adulto; 633 euro mensili per famiglia; sesto posto nazionale.
- Catanzaro: 3.778 euro per adulto; 598 euro mensili per famiglia; ottavo posto nazionale.
- Cosenza: 3.794 euro per adulto; 581 euro mensili per famiglia; ventiduesimo posto nazionale.
Anche Cosenza merita attenzione. Pur collocandosi al ventiduesimo posto, registra una cifra di gioco per adulto superiore a quella di Catanzaro. Un elemento che conferma come il fenomeno non riguardi soltanto le province ai vertici della graduatoria.
La replica di Straface: «In Calabria ci sono 14 centri specializzati»
Di fronte al quadro delineato dall’analisi, arriva la replica dell’assessore al Welfare della Regione Calabria, Pasqualina Straface, che ha anche la delega del presidente Roberto Occhiuto alle Dipendenze patologiche.
Straface interviene proprio nel merito dei dati pubblicati da GiocoResponsabile.info, precisando che la Calabria dispone di una rete di servizi dedicati alla presa in carico delle persone con disturbi da gioco d’azzardo.
«È utile sottolineare – afferma l’assessore – che nella Regione Calabria sono presenti ben 14 centri per la presa in carico di persone con disturbi da gioco d’azzardo, nonché dei loro familiari, gestiti da altrettanti Enti del Terzo settore accreditati con il Servizio Sanitario Regionale».
Ogni struttura, spiega Straface, opera attraverso un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, assistenti sociali, educatori, consulenti psichiatrici e legali.
I centri offrono assistenza in forma semi-residenziale, residenziale e ambulatoriale. A questa rete si aggiungono i Ser.D. (Servizi per le Dipendenze), presenti in tutte e cinque le Aziende sanitarie provinciali, che garantiscono prestazioni ambulatoriali di diagnosi e cura e lavorano in sinergia con le comunità terapeutiche.
Un milione e 300mila euro all’anno contro la ludopatia
L’assessore richiama anche il Piano regionale predisposto dal Dipartimento Salute e Servizi sanitari sin dal 2019 e attuato annualmente attraverso i Ser.D. e le comunità terapeutiche, con percorsi riabilitativi individualizzati.
Non solo strutture e assistenza. Secondo quanto riferito da Straface, la Regione Calabria destina ogni anno circa 1.300.000 euro alle Aziende sanitarie provinciali per la realizzazione di progetti di contrasto alla ludopatia.
Le risorse vengono utilizzate per attività di prevenzione nelle scuole e per sostenere i centri specializzati ai quali possono rivolgersi le persone che hanno bisogno di aiuto per affrontare la dipendenza dal gioco d’azzardo.
«I dati riferiti ai servizi operanti in Calabria sono disponibili presso ogni Azienda sanitaria e il Dipartimento Salute e Servizi sanitari della Regione Calabria», precisa infine l’assessore.
Il nodo dei dati: centri pubblici censiti e strutture accreditate
Resta da chiarire la differenza tra i dati dell’analisi di GiocoResponsabile.info e quelli forniti dalla Regione.
L’assenza di centri pubblici di trattamento registrati nella piattaforma nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, non equivale necessariamente all’assenza di servizi di cura sul territorio. I 14 centri citati da Straface sono gestiti da enti del Terzo settore accreditati con il Servizio sanitario regionale, mentre la rete comprende anche i Ser.D. delle Aziende sanitarie.
Due rilevazioni che fanno riferimento a categorie differenti e che andrebbero messe a confronto per restituire ai cittadini una fotografia completa della situazione.
Il dato politico e sociale, tuttavia, resta: quattro province calabresi sono ai vertici della classifica nazionale per intensità del gioco e la Regione rivendica una rete di assistenza composta da 14 centri specializzati, dai Ser.D. e da finanziamenti annuali per 1,3 milioni di euro.
La questione, a questo punto, non riguarda soltanto quanti soldi vengono stanziati o quante strutture risultano attive, ma anche quanto efficacemente questi servizi riescano a raggiungere le persone e le famiglie che hanno bisogno di aiuto.





















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