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Calabria, nascite in calo e mortalità neonatale sopra la media: il dato che fa riflettere e preoccupa

Calabria

Rapporto CeDAP

Calabria, nascite in calo e mortalità neonatale sopra la media: il dato che fa riflettere e preoccupa

Il Rapporto CeDAP 2025 fotografa un quadro complesso: in due anni quasi 1.300 parti in meno, mentre il tasso di mortalità neonatale resta tra i più alti d’Italia. Sopra la media nazionale anche il ricorso al cesareo

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natalità e mortalità neonatale

COSENZA – Nascite in diminuzione e il nodo della mortalità neonatale. Sono 11.224 i parti registrati in Calabria nel 2025, contro gli 11.871 del 2024 e i 12.516 del 2023. In appena due anni si contano dunque quasi 1.300 parti in meno, con una diminuzione vicina al 10%, in linea con il progressivo calo demografico che interessa l’intero Paese.

La regione mantiene però indicatori di natalità e fecondità superiori alla media italiana: il tasso di natalità è pari a 6,5 per mille, contro il 6,0 nazionale, mentre il numero medio di figli per donna raggiunge quota 1,19, rispetto all’1,14 italiano.

Rapporto CeDAP: la mortalità neonatale

È soprattutto il dato sulla mortalità neonatale a richiedere particolare attenzione. Secondo il Rapporto CeDAP – “Analisi dell’evento nascita. Anno 2025”, il valore riferito alla Calabria, relativo al 2023 e alla regione di residenza, è di 15,85 decessi ogni 10mila nati vivi, contro i 12,13 della media nazionale. Si tratta di uno dei valori più elevati registrati nel Paese, inferiore soltanto a quello della Sicilia. Il dato calabrese risulta quindi circa il 31% più alto rispetto alla media italiana.

mortalità neonatale

Il Rapporto non individua una causa specifica e il numero, da solo, non consente di attribuire l’eccesso di mortalità a determinate carenze dell’assistenza sanitaria. Servirebbero ulteriori approfondimenti su prematurità, peso alla nascita, malformazioni, condizioni cliniche materne e neonatali e organizzazione della rete dei servizi.

Cesarei sopra la media

Un altro elemento riguarda il ricorso al taglio cesareo, che in Calabria nel 2025 ha interessato il 34,8% dei parti, contro il 29,8% della media nazionale. Il 98,7% delle nascite avviene inoltre in strutture pubbliche, confermando il ruolo quasi esclusivo del sistema sanitario pubblico nel percorso nascita regionale. Sul fronte dei controlli in gravidanza, vengono effettuate in media 7,3 ecografie per parto, contro le 5,8 della media italiana.

natalità e mortalità neonatale

Il quadro restituito dal CeDAP presenta dunque luci e criticità: natalità e fecondità restano relativamente più alte rispetto alla media nazionale, ma il calo delle nascite e soprattutto il dato sulla mortalità neonatale indicano la necessità di approfondire la qualità e l’organizzazione dell’assistenza perinatale. «Dietro le statistiche non ci sono soltanto indicatori sanitari: ci sono vite, famiglie e un diritto alla nascita sicura che merita la massima attenzione», sottolinea Monica Zinno, presidente dell’Associazione Infanzia e Adolescenza (G. Rodari).

 

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