Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Boom di ricerche online per il Caciocavallo Silano: è tra i dieci prodotti DOP e IGP italiani più in crescita

Calabria

Sapori calabresi

Boom di ricerche online per il Caciocavallo Silano: è tra i dieci prodotti DOP e IGP italiani più in crescita

Uno studio sulle ricerche online di 99 eccellenze DOP e IGP racconta quali prodotti italiani stanno conquistando interesse e quali, invece, rischiano di finire nel dimenticatoio. Tra i più dinamici anche il Caciocavallo Silano, che in dieci anni ha registrato una crescita del 31%

Pubblicato

il

Caciocavallo Silano Dop formaggio

COSENZA – Il Caciocavallo Silano in dieci anni ha registrato una crescita del 31% con un boom di ricerche online. A dirlo una ricerca fatta sull’intero territorio nazionale.

L’Italia è il paese europeo con più prodotti a marchio protetto al mondo: 330 denominazioni DOP e IGP censite dal Ministero dell’Agricoltura, tra formaggi, salumi, oli, frutta e verdura. Ma quanti di questi sapori sono ancora vivi nell’immaginario collettivo, e quanti stanno invece scivolando nel dimenticatoio?

La redazione di Affidabile.org ha analizzato l’andamento decennale delle ricerche online su 99 prodotti DOP e IGP italiani — 5 per ogni regione, i più antichi per anno di registrazione — incrociando i dati delle visite alla loro pagina Wikipedia tra il 2016 e il 2025.

Il risultato è una fotografia sorprendente dell’interesse del nostro Paese per i suoi prodotti tipici: mentre alcuni formaggi (Gorgonzola in testa, con un incredibile +1.531%) conquistano sempre più curiosità, altre eccellenze storiche della tavola italiana — Mortadella Bologna, Bresaola della Valtellina, Speck Alto Adige — perdono fino all’80% dell’interesse online in dieci anni. E c’è un’intera categoria, quella degli oli extravergine DOP di nicchia, che rischia di sparire quasi del tutto dai radar: alcuni non arrivano a 50 ricerche al mese.

Caciocavallo Silano Dop formaggio

Il Caciocavallo Silano è in crescita

Tra i prodotti in crescita, si distingue anche il Caciocavallo Silano, il formaggio a pasta filata che prende il nome dall’altopiano della Sila, in Calabria, dove nasce la tradizione della sua produzione. Negli ultimi dieci anni le ricerche online sulla sua pagina Wikipedia sono aumentate del 31%, passando da una media di 542 visite mensili nel 2016 a 711 nel 2025 — un risultato che lo colloca al decimo posto tra i prodotti DOP e IGP italiani più in crescita, mentre 62 delle 99 denominazioni analizzate dallo studio perdono invece terreno sul web.

Da Nord a Sud: Gorgonzola, Pecorino Romano e Fiore Sardo dominano la classifica

Nel corso degli ultimi 10 anni i prodotti di maggior successo sono stati i formaggi delle 3 aree in cui tradizionalmente distinguiamo il Paese. Per il Nord, il Gorgonzola, per il Centro il Pecorino Romano e per il Sud e Isole, il Fiore Sardo.

Addirittura, il Gorgonzola, tipico della Lombardia, ma che viene prodotto anche in Piemonte, ha avuto un rialzo del +1.531%. Ben più contenute sono state le crescite di Pecorino Romano e Fiore Sardo che si attestano, rispettivamente, al +92% e al +64%.

ProdottoRegione/iMedia 2016Media 2025Variazione
1GorgonzolaLombardia, Piemonte3786.161+1.531%
2Pecorino RomanoLazio, Toscana, Sardegna1.2992.497+92%
3Fiore SardoSardegna343562+64%
4Farro della GarfagnanaToscana69105+52%
5CaninoLazio76113+49%
6MontasioVeneto, Friuli Venezia Giulia1.1741.738+48%
7Fagiolo di SarconiBasilicata158234+48%
8Fungo di BorgotaroEmilia-Romagna, Toscana265379+43%
9Focaccia di Recco col formaggioLiguria1.0921.546+42%
10Caciocavallo SilanoCalabria, Puglia, Basilicata, Campania, Molise542711+31%

Gorgonzola: +1.531% in dieci anni

Il Gorgonzola è il secondo formaggio DOP per produzione, con le sue oltre 4,5 milioni di forme all’anno. Prende il nome dal paese di Gorgonzola, a pochi chilometri da Milano, ma oggi è prodotto anche a Bergamo, a Brescia, a Como, fino a Novara, Vercelli e Cuneo. La sua caratteristica venatura verdognola lo ha reso il più riconoscibile al mondo. Si tratta di un alimento riconosciuto come DOP fino dal 1955 ed è diventato protetto anche dall’Unione Europea nel 1996.

Si tratta del prodotto italiano che ha avuto il balzo maggiore, passando da appena 378 ricerche nel 2016 a ben 6.161 del 2025 e toccando 2 picchi da oltre 9.300 ricerche al mese, nel 2020 e nel 2023. Dai dati parziali del 2026 sembra avere una piccola battuta d’arresto, ma la sua variazione percentuale decennale (2016-2026) sarebbe sempre a 4 cifre.

gorgonzola

Quando il Pecorino non è solo romano

Non esiste un primo piatto romano senza una spolverata di Pecorino, rivendicato, a ragione, anche dalla Sardegna. Non a caso, la sede del consorzio di tutela è a Macomer, in provincia di Nuoro. Non solo, viene prodotto anche in provincia di Grosseto. La maggioranza del sistema produttivo, però, è proprio in Sardegna ed infatti il 99% del Pecorino Romano è prodotto nell’Isola delle Nuraghe.

La sua crescita, in base alle ricerche web degli italiani, è più contenuta rispetto al Gorgonzola, ma resta comunque a un ritmo sostenuto. Tra il 2016 e il 2025, infatti, ha fatto segnare un +92% di traffico verso la pagina dedicata, passando da 1.299 a 2.497 in media. I dati dei primi 6 mesi del 2026, però, mostrano un’inversione di tendenza, con una media di 1.827 visite mensili. Chissà che, con l’inverno e la necessità di pasti caldi, il Pecorino Romano non possa balzare in avanti.

Dalla civiltà nuragica al web: il Fiore Sardo cresce del 64%

Per il gradino più basso del podio torniamo in Sardegna, dove il Fiore Sardo ha fatto segnare il terzo incremento maggiore, su 99 prodotti DOP e IGP italiani. Le ricerche medie sono passate da 342 del 2016 a 562 del 2025. L’incremento, quindi, è stato del 64% ed è passato per un picco da oltre 1.000 visite nel 2023.

Il Fiore Sardo è un formaggio originario della Barbagia di Ollolai, nell’odierna provincia di Nuoro. Si tratta di un formaggio più antico del Pecorino Romano, che è esploso solo a partire dal 19° secolo. Questo prodotto, infatti, viene direttamente dalla civiltà nuragica e deve il suo nome agli stampi di legno, usati per dare una forma al prodotto finale, su cui era intagliato un fiore.

Dall’altopiano della Sila al web: il Caciocavallo Silano cresce del 31%

Chiude la top ten della crescita anche un formaggio del profondo Sud: il Caciocavallo Silano, che prende il nome dall’altopiano della Sila, in Calabria, dove nasce la tradizione legata alla pastorizia locale. A differenza di molti altri formaggi, si riconosce per la sua caratteristica forma a fiasco, ottenuta lavorando la pasta filata a mano e lasciata stagionare appesa in coppia — un metodo antico che lo rende uno dei simboli caseari più identitari del Meridione. Anche sul fronte digitale, il Caciocavallo Silano si conferma in crescita: le ricerche medie mensili sulla sua pagina Wikipedia sono passate da 542 nel 2016 a 711 nel 2025, un incremento del 31% che lo porta al decimo posto tra i 99 prodotti DOP e IGP italiani analizzati dallo studio — il miglior risultato di crescita tra i prodotti calabresi analizzati. 

13622 141 PNCAL

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social