Calabria
I numeri
La Calabria si svuota, invecchia e fa sempre meno figli. I piccoli comuni si spopolano ed è fuga dalle aree interne
L’età media sale a 46,2 anni, con un indice di vecchiaia che tocca i 203 anziani ogni 100 giovani. Cosenza è la provincia più vecchia e con il tasso di natalità più basso. Ma c’è anche qualche dato positivo: a Fiumefreddo Bruzio il maggior incremento demografico della regione (+21,6%)

COSENZA – La Calabria continua a invecchiare, a fare meno figli e a spopolarsi con una vera e propria fuga dai piccoli comuni e della aree interne. Secondo i dati del Censimento permanente della popolazione nel 2024 pubblicati dall‘Istat, la regione conta 1.834.646 residenti, con un calo di 3.922 unità rispetto al 2023 (-0,2%). Un dato che, pur contenuto in termini percentuali, fotografa una tendenza strutturale difficile da invertire. La regione rappresenta il 3,1% della popolazione nazionale (58.943.464 italiani), con oltre il 60% dei calabresi concentrato nelle sole province di Cosenza (36,5%) e Reggio Calabria (28,0%), le uniche a superare la soglia del mezzo milione di abitanti.
Il 55,4% dei 404 comuni calabresi ha una popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, dove risiede poco più del 28% degli abitanti della regione. Un quinto della popolazione vive nei comuni con popolazione tra 5.001 e 10.000 abitanti, mentre il 18,9% nei cinque comuni con popolazione compresa tra 50.001 e 100.000 abitanti (Crotone, Cosenza, Lamezia Terme, Corigliano Rossano e Catanzaro). Reggio Calabria è l’unico comune a superare i centomila residenti (168.779).

Censimento della popolazione Calabria 2024 Istat
Cosenza: provincia anziana e con sempre meno bambini
Tra li dati più significativi del Censimento 2024 spicca il paradosso di Cosenza: è la provincia più popolosa della Calabria (669.535 abitanti) eppure è anche quella che invecchia di più e in cui nascono meno bambini. Il tasso di natalità di Cosenza è sceso dal 6,8 al 6,3 per mille, il valore più basso dell’intera regione. Un primato negativo che si accompagna a un’età media di 46,7 anni, la più alta della Calabria insieme a Catanzaro.
Il comune più anziano dell’intera regione si trova proprio nel cosentino: Carpanzano, con un’età media di 59,4 anni e un indice di struttura della popolazione attiva che tocca il valore massimo regionale (280,0). All’opposto, Fiumefreddo Bruzio è il comune con il maggior incremento di popolazione in tutta la Calabria: +21,6%.

Nascite ai minimi storici, ma la Calabria batte la media nazionale
In tutta la Calabria nel 2024 sono nati 12.679 bambini, il 4,5% in meno rispetto al 2023 — una flessione quasi doppia rispetto al dato nazionale (-2,6%). Anche i nati stranieri sono in diminuzione, segnale che il contributo demografico dell’immigrazione non riesce più a compensare il crollo delle nascite tra la popolazione italiana. Nonostante il record negativo, il tasso di natalità calabrese (6,9 per mille) rimane ancora superiore alla media italiana (6,3 per mille). La provincia di Crotone guida la classifica regionale con 7,6 nati per mille
Nel 2024 in Calabria il numero dei decessi si è ridotto di circa 1.100 unità (-5,3%), una contrazione più marcata rispetto alla media nazionale (-2,7%). Il tasso di mortalità è sceso dall’11,9 all’11,3 per mille, valore leggermente superiore alla media italiana (11,1 per mille). Il maggior miglioramento si registra a Reggio Calabria, dove il tasso è passato dal 12,0 all’11,3 per mille. Le province di Crotone e Vibo Valentia presentano già tassi di mortalità inferiori alla media nazionale.

Tasso di natalità Calabria 2024 ISTAT
Gli stranieri sono il 5,7% della popolazione: frenano il declino demografico
Un ruolo sempre più decisivo lo giocano i 105.439 stranieri residenti in Calabria, pari al 5,7% della popolazione (contro il 9,1% nazionale). Rispetto al 2023 sono aumentati del 5,5% — più del doppio della crescita media italiana (+2,2%) — con un picco nella provincia di Crotone (+9,5%), che registra anche la più alta incidenza di stranieri (6,1%). Gli stranieri provengono da 153 Paesi: i tre gruppi principali sono rumeni (24,3%), marocchini (14,4%) e ucraini (7,0%). Il 46,5% ha origine europea. Il contributo di questa componente è cruciale non solo in termini numerici, ma anche strutturali: l’indice di vecchiaia degli stranieri è 39,9, contro 208,0 degli italiani — un fattore di ringiovanimento che rallenta, senza però invertire, l’invecchiamento complessivo della popolazione.
Le donne reggono il peso demografico
In Calabria le donne superano gli uomini di oltre 33.000 unità, rappresentando il 50,9% della popolazione. La prevalenza femminile è ancora più marcata nelle fasce d’età avanzata: il 62,6% degli over-85 e il 74,5% degli ultracentenari sono donne. Un dato che riflette la maggiore longevità femminile, ma che pone sfide crescenti sul fronte dell’assistenza e della non autosufficienza. La quota femminile prevale in tutte le province calabresi. La popolazione straniera, invece, è prevalentemente maschile in tutte le province, ad eccezione di Vibo Valentia, e rappresenta il 51,9% degli stranieri residenti della regione. Il 62,6% dei grandi anziani (85 anni e più) e il 74,5% degli ultracentenari sono donne.
Calabria: una regione che invecchia
L’età media in Calabria è salita da 46,0 a 46,2 anni, ancora al di sotto della media nazionale (46,9 anni). L’indice di vecchiaia – che misura il rapporto tra anziani e giovani – è salito a 196,7, ovvero quasi due over-65 per ogni under-14. Il fenomeno è particolarmente acuto nei piccoli comuni sotto i 1.000 abitanti, dove l’età media raggiunge i 49,6 anni e l’indice di vecchiaia tocca quota 296,4. Questi comuni hanno registrato anche il maggior calo demografico: -1,2% nel solo 2024. Il caso limite è Castroregio, con il -5,9%, il comune con la perdita di popolazione più consistente in tutta la regione.

Il problema delle aree interne
Circa il 70% dei 404 comuni calabresi ricade nella classificazione di “Area Interna” secondo la Strategia Nazionale delle Aree Interne (SNAI). Queste aree coprono il 68,4% del territorio regionale e ospitano il 44,2% della popolazione, ma sono caratterizzate da scarsa accessibilità ai servizi essenziali: trasporti, scuole, strutture sanitarie. Il dato più allarmante: il 18% dei calabresi impiega più di un’ora per raggiungere il polo di servizi più vicino. Nelle aree interne l’età media è di 47,8 anni e l’indice di vecchiaia sale a 242,8 — ben al di sopra del dato medio regionale.
I dati del Censimento 2024 confermano una Calabria in cammino verso una crisi demografica strutturale: denatalità record, invecchiamento accelerato, spopolamento dei piccoli comuni e fuga di popolazione dalle aree interne. L’unico contrappeso significativo resta la crescita della componente straniera, che però da sola non basta a invertire la rotta. Le politiche di sviluppo territoriale, il rafforzamento dei servizi nelle aree interne e il sostegno alla natalità restano le sfide prioritarie per una regione che rischia di perdere non solo abitanti, ma anche prospettive future.


















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