Calabria
IL DOSSIER
In Calabria i treni migliorano, ma i ritardi restano enormi: il dossier di Pendolaria
Il rapporto Pendolaria di Legambiente fotografa lo stato delle ferrovie in Calabria: treni ancora vecchi, primi segnali di miglioramento e nuovi convogli in arrivo sulla linea Cosenza-Catanzaro

ROMA – Nel rapporto Pendolaria di Legambiente, giunto alla ventesima edizione, la Calabria viene indicata come una delle regioni in cui iniziano a emergere segnali di miglioramento nel trasporto ferroviario, seppure in un quadro ancora segnato da forti ritardi strutturali.
Età media dei treni regionali in Calabria: il dossier Pendolaria
Secondo il dossier, l‘età media dei treni regionali in Calabria è pari a 17,7 anni, con il 62,2% dei convogli che supera i 15 anni di servizio, un dato superiore alla media nazionale di 14,7 anni. Il rapporto evidenzia i primi effetti del rinnovo del parco rotabile avviato negli ultimi anni. Secondo Trenitalia, l’età media dei convogli in Calabria é scesa a 17,2 anni nel 2024.
Nuovi treni sulla linea Cosenza-Catanzaro
Per Ferrovie della Calabria sono previste prospettive di miglioramento grazie all’ordine complessivo di 12 nuovi treni, destinati in particolare alla linea Cosenza-Catanzaro, con l’entrata in servizio programmata a partire dal 2027.

Infrastrutture e alta velocità nel Mezzogiorno
Sul fronte infrastrutturale, Pendolaria richiama l’attenzione sulle grandi opere previste nel Mezzogiorno, citando anche il progetto della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria. L’intervento, secondo Legambiente, comporta una spesa stimata di circa 30 miliardi di euro, con tempi di realizzazione che non potranno essere completati prima del 2032. Lo stesso viene indicato come un progetto migliorabile rispetto all’alternativa del potenziamento della linea esistente.

La posizione di Legambiente Calabria
La presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, afferma che “nella regione cominciano finalmente ad essere visibili i segni di un cambiamento nel trasporto ferroviario, a partire dal rinnovo del parco rotabile. É necessario però accelerare sugli investimenti nelle infrastrutture della mobilità sostenibile. Occorre anche abbandonare definitivamente i progetti ambientalmente insostenibili, costosissimi e inutili, come il Ponte sullo Stretto di Messina, e concentrare competenze e stanziamenti economici su una reale transizione ecologica nel settore dei trasporti”.

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