Calabria
I NUMERI
Calabria, il turismo cresce davvero. Calabrese fa chiarezza: «Boom di presenze, stranieri in aumento e 2,4 miliardi di impatto sul PIL»
L’Assessore regionale al Turismo analizza i numeri di Bankitalia, Viminale e Ministero: record di passeggeri negli aeroporti, riduzione della stagionalità turistica e oltre 4 notti di permanenza: “Non sono dichiarazioni politiche. Sono numeri”

CATANZARO – I dati ufficiali e le rilevazioni statistiche confermano che il turismo in Calabria è in forte espansione, smentendo le recenti narrazioni su un presunto sistema ricettivo in crisi. A fare il punto sulla situazione è Giovanni Calabrese, assessore al Turismo, Lavoro e Sviluppo Economico della Regione Calabria, che ha deciso di rispondere alle critiche analizzando nel dettaglio gli indicatori diffusi dagli enti istituzionali e dai centri di ricerca.
I numeri del successo del turismo in Calabria: dai dati Bankitalia al boom nei primi mesi del 2026
L’assessore parte dai numeri, quelli ufficiali e degli enti accreditati. Secondo le rilevazioni di Banca d’Italia, il 2025 si è chiuso con un incremento complessivo delle presenze turistiche dell’11,6% e una crescita record del 28,5% per quanto riguarda i visitatori esteri. Parallelamente, il sistema aeroportuale calabrese ha superato per la prima volta la quota di 4 milioni di passeggeri, attestandosi a 4.367.864 viaggiatori (+21% rispetto all’anno precedente).

Il trend positivo continua a rafforzarsi nel 2026. La Calabria, infatti, si dimostra essere primatista in Italia nel primo semestre 2026. Stando ai dati della piattaforma Alloggiati Web del Viminale, la regione guida la classifica nazionale per aumento degli arrivi totali (+10,54%) e per crescita dei flussi internazionali (+23,19%) descrivendo un maggio da record. Il Ministero del Turismo ha registrato in questo mese un balzo del +26,22% negli arrivi e del +30,51% nelle presenze rispetto allo stesso mese del 2025. La permanenza media nel territorio regionale si attesta, poi, a 4,65 notti, un valore nettamente superiore alla media italiana di 3,34 notti. “Non sono dichiarazioni politiche. Sono numeri” precisa Calabrese.
Impatto economico e destagionalizzazione: le stime TEHA Group
L’analisi dell’impatto economico, spiega l’assessore regione, smentisce anche la tesi di un turismo poco proficuo. Secondo lo studio elaborato da TEHA Group (The European House – Ambrosetti), la spesa dei turisti nel 2025 ha generato un giro d’affari di 2,4 miliardi di Euro (1,1 miliardi dagli stranieri e 1,3 dagli italiani), arrivando a coprire il 6% del PIL regionale.
Nel triennio 2023-2025, a fronte di un investimento di 47 milioni di euro in Destination Marketing, l’effetto volano calcolato dal modello Ambrosetti ha raggiunto un impatto complessivo stimato in 5,8 miliardi di euro.
Inoltre, la Calabria si colloca al terzo posto in Italia e al primo posto nel Mezzogiorno per velocità di riduzione della stagionalità turistica.“Questo non significa che abbiamo sconfitto la stagionalità. Significa che ci sono segnali concreti nella direzione giusta” ha chiarito l’assessore.
Nel 2025, inoltre, la quota di arrivi stranieri ha raggiunto il 23% del totale, segnando un massimo storico utile a sganciare l’economia locale dalla sola stagione estiva balneare. “È un dato importante – precisa Calabrese – perché l’internazionalizzazione è uno degli elementi fondamentali per rendere il turismo meno dipendente dalla sola stagione balneare e dalla domanda nazionale”.

Le sfide future: trasformare gli attrattori in esperienze
Pur rivendicando i risultati ottenuti, l’assessorato riconosce l’esigenza di affrontare le criticità rimaste aperte. La sfida per i prossimi anni sarà quella di distribuire il valore economico sull’intero territorio, collegando la fascia costiera con le aree interne, i parchi naturali (Sila, Pollino, Aspromonte, Serre), i borghi e i siti della Magna Grecia. L’obiettivo strategico risiede nella capacità di trasformare la ricchezza culturale ed enogastronomica in veri e propri prodotti turistici facilmente prenotabili e fruibili.
“Dobbiamo trasformare la bellezza in esperienze raggiungibili, prenotabili e acquistabili. Dobbiamo fare in modo che chi arriva sul mare possa scoprire anche la Sila, il Pollino, l’Aspromonte, le Serre, i nostri borghi, la Magna Grecia, il patrimonio bizantino e le nostre produzioni. Questa è la vera sfida dei prossimi anni. Non mi interessa raccontare – chiarisce – una Calabria nella quale tutto è perfetto. Non sarebbe vero”.

















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