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Calabria agli ultimi posti per lavoro femminile e servizi all’infanzia, il Pd attacca: “Dati preoccupanti”

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Calabria agli ultimi posti per lavoro femminile e servizi all’infanzia, il Pd attacca: “Dati preoccupanti”

Pd Calabria denuncia i ritardi strutturali della regione su occupazione femminile, servizi all’infanzia e qualità del lavoro, chiedendo una strategia pubblica più incisiva per colmare il divario con il resto d’Italia

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COSENZA – “La Calabria continua a occupare gli ultimi posti in Italia per il lavoro femminile, i servizi all’infanzia e la qualità dell’occupazione. È il risultato di una debolezza strutturale che la destra, al governo della Regione e del Paese, non sta affrontando come dovrebbe e potrebbe”. Lo afferma in una nota il Pd Calabria, sulla base dei dati del rapporto “Italia generativa, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e del dossier “Le Equilibriste”, di Save the Children.

Secondo il Pd Calabria sono cinque le priorità: aumento dell’occupazione femminile stabile e qualificata; diffusione degli asili nido e dei servizi educativi; sostegno concreto alla genitorialità; contrasto ai salari bassi e al lavoro precario; potenziamento dei trasporti e dei servizi territoriali, specie nelle aree interne.

Pd Calabria: “Troppe donne costrette ad accettare occupazioni indecorose”

“Non basta finanziare singole opere o annunciare interventi episodici. La Calabria – osservano i dem calabresi – ha bisogno di una strategia pubblica efficace su lavoro, welfare, scuola, mobilità e diritti sociali. I dati dimostrano che troppe donne continuano a essere escluse dal mercato del lavoro o sono costrette ad accettare occupazioni indecorose e sottopagate”.

Nicola Irto, segretario regionale del Pd Calabria, sottolinea: “Le risorse del Pnrr possono aiutare a ridurre alcuni ritardi storici, a partire dagli asili nido. Il problema calabrese è però più ampio. Se mancheranno ancora una crescita dell’occupazione stabile, servizi sociali efficienti e politiche pubbliche di livello, il divario continuerà a gravare sulle donne, sulle famiglie e sull’intera economia regionale”.

“Se la Regione non saprà garantire autonomia economica, servizi adeguati e possibilità di conciliazione tra lavoro e vita familiare, la Calabria – sottolinea il Pd – continuerà a perdere giovani, competenze e capacità produttiva”.

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