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Dalla Calabria a Vicenza, appiccano fuoco per riscuotere il risarcimento dell’assicurazione: 5 arresti
Tre i calabresi accusati di essere i complici del gestore e di suo nipote per il doppio rogo appiccato al bar tabaccheria allo scopo di conseguire gli indennizzi assicurativi

VICENZA – Sono cinque le persone arrestate dalla squadra Mobile e dalla Guardia di Finanza di Vicenza, con il coordinamento dello Sco della Polizia di Stato, accusati di aver appiccato l’incendio in un bar tabaccheria di Vicenza il 26 marzo 2025 per riscuotere l’assicurazione. Tre degli indagati provengono dalla Calabria, accusati di essere i complici del gestore e di suo nipote.
Il gruppo avrebbe appiccato per ben due volte un incendio nel locale con lo scopo di conseguire gli indennizzi assicurativi. Dopo il primo episodio, le cinque persone avrebbero forzato i sigilli apposti al locale a seguito del sequestro probatorio disposto dalla Procura, per provocare un nuovo rogo negli stessi locali.
Appiccano fuoco in tabaccheria, 3 persone della Calabria in manette
I tre, provenienti da Reggio Calabria, e le altre due persone sono accusati dal tribunale vicentino di incendio aggravato continuato, violazione di sigilli e fraudolento danneggiamento di beni assicurati. L’analisi dei tabulati telefonici e delle celle ha consentito di accertare la presenza a Vicenza dei tre complici nei giorni dei due incendi e inoltre il collegamento con uno degli indagati che proveniva dalla stessa zona calabrese.

I complici, stando alle celle telefoniche, avevano raggiunto la città veneta per poi rientrare a casa. Inoltre è stato accertato che i tre esecutori materiali erano partiti il giorno precedente dall’aeroporto di Lamezia Terme con volo diretto a Milano Malpensa con arrivo alle ore 23,15. I tre poi, in auto, avevano raggiunto Vicenza tra le ore 3,30 e le ore 3,45 del 26 marzo e dopo l’incendio erano ripartiti per lo scalo milanese, arrivando intorno alle ore 7.
Oltre gli arresti, le perquisizioni
Per concludere, l’analisi dei tabulati e delle celle collocate lungo la rete autostradale aveva portato a scoprire gli spostamenti dei tre calabresi nel viaggio dalla loro terra al Veneto nel caso del secondo incendio. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari in carcere sono state svolte perquisizioni domiciliari degli indagati e dei locali dove hanno sede esercizi commerciali fittiziamente intestati a terzi sia a Reggio Calabria che a Vicenza.




















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