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Calabria in “zona rossa”: 14 morti sul lavoro nel 2026, è tra le 6 regioni con il rischio più alto

Italia

Sicurezza

Calabria in “zona rossa”: 14 morti sul lavoro nel 2026, è tra le 6 regioni con il rischio più alto

Un’emergenza ancora aperta: nei primi sei mesi del 2026 in Italia si contano 482 vittime. La Calabria è tra le regioni con l’incidenza più elevata di decessi sul lavoro

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ROMA – La Calabria è tra le sei regioni italiane classificate in “zona rossa” dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega per l’elevata incidenza di infortuni mortali. Nel primo semestre del 2026, in Italia si sono registrate 482 vittime sul lavoro: 350 in occasione di lavoro e 132 in itinere.

In Calabria le morti in occasione di lavoro sono state 14; un dato che colloca la regione tra quelle con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale, insieme a Liguria, Sicilia, Campania, Umbria e Puglia. Crescono inoltre le denunce di infortunio, che a livello nazionale raggiungono quota 315.452, con un aumento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

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Morti sul lavoro: Calabria tra le regioni più a rischio, l’allarme dell’Osservatorio

“Il calo delle morti sul lavoro rispetto allo scorso anno prosegue, ma il miglioramento osservato nei primi mesi del 2026 sta progressivamente perdendo intensità. Le 482 vittime accertate da inizio anno, la presenza di 6 regioni in zona rossa e l’aumento delle denunce di infortunio, confermano che l’emergenza è tutt’altro che superata”.

morti su lavoro calabria zona rossa

“Particolarmente grave è la situazione dei lavoratori ultrasessantacinquenni, per i quali l’incidenza raggiunge i 45 decessi per milione di occupati, e dei lavoratori stranieri, per i quali si attesta a 37,1. Questi dati impongono di rafforzare le attività di prevenzione, controllo e formazione, con particolare attenzione alle categorie maggiormente esposte e alle cause che continuano ad alimentare un divario di rischio così marcato”.

È il commento dell’ingegner Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che evidenzia come il rallentamento nella diminuzione delle vittime imponga un rafforzamento delle misure di prevenzione.

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I dati nazionali

L’analisi conferma che le categorie più esposte restano gli over 65, con un’incidenza di 45 decessi per milione di occupati, e i lavoratori stranieri, il cui rischio di morte è oltre tre volte superiore rispetto agli italiani. I settori più colpiti sono Costruzioni, Trasporto e Magazzinaggio e Attività manifatturiere. La Lombardia registra il maggior numero di vittime in occasione di lavoro, mentre il giovedì si conferma il giorno della settimana con il più alto numero di infortuni mortali.

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