Provincia
Camigliatello silano, in stato d’agitazione il personale degli impianti di risalita

SPEZZANO DELLA SILA (CS) – In stato d’agitazione il personale degli impianti di risalita di Camigliatello Silano a seguito del paventato passaggio di gestione degli stessi impianti a fune, da Arsac a Ferrovie della Calabria. Già nei giorni scorsi, i sindacati erano intervenuti sollevando preoccupazione rispetto alla scelta e per denunciare il mancato coinvolgimento delle sigle di categoria nella discussione.
Una protesta che potrebbe portare anche ad ulteriori disagi per chi, soprattutto nel fine settimana, si reca sulle piste da sci, utilizzando proprio gli impianti di risalita gestiti da Arsac, ovvero la cabinovia “Tasso – Monte Curcio“. L’intenzione dei lavoratori infatti, sarebbe quella di incrociare le braccia domenica prossima, determinando la sospensione del servizio.
Come detto nei giorni scorsi le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno aspramente criticato la discussione della modifica legislativa in programma lunedì prossimo in consiglio regionale e che consentirebbe l’assorbimento da parte di Ferrovie della Calabria della gestione degli impianti di risalita di Camigliatello fino ad oggi in capo all’ARSAC.

Le segreterie hanno chiesto che venga sospesa la discussione dell’art. 9, in quanto “è necessario un confronto con le scriventi per conoscere nello specifico le conseguenze di tale decisione in particolare per quanto riguarda: la fattibilità della gestione in capo ad Ferrovia della Calabria (che attualmente gestisce gli impianti di Lorica), il piano industriale, le finalità dello stesso e le garanzie occupazionali. Senza un confronto che dia garanzie sul futuro di tutti i lavoratori coinvolti, ci opporremo con determinazione a queste iniziative unilaterali della Regione, che sfuggono dal confronto con le parti sociali su temi così importanti, creando tensione tra i lavoratori”.
Bevacqua: “flop decisione Giunta su lavoratori Arsac”
“Anche stavolta, purtroppo, avevamo ragione. La prassi del centrodestra di inserire, all’ultimo istante utile, all’interno di leggi omnibus provvedimenti di grande rilievo per la Calabria continua a rivelarsi un boomerang”. Così il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Mimmo Bevacqua, dopo, è scritto in una nota, “la dura presa di posizione delle organizzazioni sindacali in difesa dei diritti e delle ragioni dei dipendenti impiegati nelle stazioni sciistiche adesso passate alla gestione di Ferrovie della Calabria”.
“Le rappresentanze sindacali – prosegue la nota del capogruppo del Pd – dopo aver richiesto invano un incontro al governo regionale sono state ricevute soltanto il 22 febbraio e cioè dopo che le decisioni riguardanti i dipendenti erano già state assunte in Consiglio regionale senza prestare ascolto ai rilievi espressi durante il mio intervento che non sono stati recepiti dalla maggioranza di centrodestra. Come rilevato dalla nota delle rappresentanze sindacali che annunciano lo stato di agitazione presso la stazione di Camigliatello, la modifica della legge, assunta senza concertazione e in maniera del tutto superficiale, non specifica le finalità che hanno portato alla modifica normativa e non chiarisce in alcun modo la sua sostenibilità economica e finanziaria.
Né viene determinato quale sarà il personale da impiegare agli impianti a fune, considerato, che Ferrovie della Calabria non ha disponibilità nel suo organico di figure professionali idonee e abilitate al corretto funzionamento dell’impianto, così come imposto dalle leggi vigenti in materia. Il governo regionale prenda atto dell’errore – prosegue il capogruppo del Pd – e chiarisca immediatamente quale sarà la nuova collocazione ed eventuale inquadramento del personale dipendente Arsac oggi in forza agli impianti di risalita di Camigliatello; le specifiche modalità di un eventuale utilizzo del personale dipendente Arsac in Ferrovia della Calabria”. “Nel frattempo – conclude Mimmo Bevacqua – il gruppo del Pd esprime la propria solidarietà ai lavoratori e garantisce il massimo impegno per risolvere la vicenda e garantire gli attuali livelli occupazionali”.
“Senza risorse Ferrovie della Calabria non ce la farà”
“La scrivente Organizzazione sindacale Sul/Trasporti, seppur favorevole alla possibilità che la gestione degli impianti di risalita di proprietà della Regione Calabria sia affidata alla Società Ferrovie della Calabria S.r.l., azienda in possesso di un know-how adeguato, allo scopo di consolidare il ruolo di azienda di riferimento del Trasporto pubblico locale regionale e della mobilità, esprime le proprie perplessità riguardo la sua l’articolazione contenuta all”art.9 della PL del 10-02-2023 prot. N0003171-Modifiche leggi Regionali e disposizioni normative per cui ritiene opportuno un approfondimento per quanto riguarda l’aspetto finanziario”. Così scrive in una nota il sindacato Sul Trasporti.
“Nella relazione tecnica che riguarda l’attuazione dell’art 9 della richiamata PL, si legge che si affidano a FdC gli impianti di risalita silani e si prevede, inoltre, che l’affidamento non comporterà oneri a carico del bilancio regionale trattandosi di un servizio che trova copertura nell’ambito della gestione delle tariffe e cioè con gli introiti derivanti dai biglietti.
La norma, com’è facile desumere, così formulata rischia di pesare dal punto di vista finanziario solo sul bilancio della Società Ferrovie della Calabria S.r.l.. Questo potrebbe non solo vanificare il percorso di risanamento della FdC appena concluso, ma potrebbe richiedere aggiustamenti per i costi di esercizio e quindi, possibili ulteriori sacrifici per i lavoratori e lavoratrici dipendenti.
È bene ricordare che se FdC negli ultimi anni è riuscita a chiudere i bilanci in positivo, questo si deve, principalmente, al grande impegno del personale dipendente e al suo forte spirito di appartenenza che, nei momenti difficili di un recente passato, ha accompagnato le scelte dei manager, molte delle quali non sempre condivise, al solo scopo di consolidare l’azienda. Una condizione da salvaguardare.
Le nostre perplessità sono più che legittime considerato che nel settore dei trasporti e dei servizi di mobilità, i ricavi tariffari coprono, e non sempre, massimo il 35% dei costi di gestione e il resto, che equivale spesso a oltre il 65% dei costi complessivi dovrebbe esser garantito dall’Ente Regione cosa che, a leggere la norma, non è contemplata.
Sappiamo per certo però che Ferrovie della Calabria S.r.l. non è nelle condizioni di sostenere tale onere se non ci saranno le risorse aggiuntive a copertura dei disavanzi di esercizio e per la manutenzione degli impianti in parola necessaria a garantirne la sicurezza.
È necessario quindi modificare la norma e assegnare a FdC anche le risorse necessarie per garantire il funzionamento degli impianti e un servizio di qualità ai cittadini”.




















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