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Società Agricola Campotenese: l’eccellenza del gusto incontra la sostenibilità con l’energia del futuro

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AGROALIMENTARE & GREEN

Società Agricola Campotenese: l’eccellenza del gusto incontra la sostenibilità con l’energia del futuro

L’azienda scelta come caso studio nel corso dell’evento organizzato da Confagricoltura dedicato all’Agrisolare. Tetti trasformati in fonte di energia pulita mantenendo intatta la vocazione dei suoli. Una scelta strategica che bilancia benefici economici e tutela del paesaggio

Francesca Bloise

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Campotenese sostenibilità

MORANO CALABRO (CS) – Il futuro dell’agricoltura in Calabria passa dal sole e la Società Agricola Campotenese lo sa bene. Nata dall’esperienza cinquantennale della Cooperativa Agricola Campotenese e nota per la produzione di eccellenze del Pollino — dai latticini ai formaggi, dai salumi alle carni di alta qualità — Campotenese ha intrapreso da tempo un percorso che punta alla piena sostenibilità aziendale.

La sostenibilità nelle aziende agricole: cosa fa la differenza

La recente installazione di un moderno impianto fotovoltaico (da 163,50 kWp, una produzione annua stimata di 186.911,68 kWh e circa 93 tonnellate di CO₂ ridotte ogni anno) è, infatti, solo l’ultimo tassello di una filosofia aziendale che vede nell’ecologia un pilastro della competitività. Oggi, infatti, essere un’azienda agricola sostenibile non è più solo una scelta etica, ma una necessità strategica.

L’azienda ha iniziato ad investire nel fotovoltaico già nel 2016 e nel tempo ha costruito un vero e proprio parco impianti che oggi vanta una potenza complessiva installata di oltre 509 kWp, affiancata da 200 kWh di sistemi di accumulo. Non un singolo intervento, ma un percorso pluriennale. Questa produzione green si traduce in una riduzione di circa 330 tonnellate di CO₂ all’anno, numeri che raccontano un contributo concreto alla decarbonizzazione.

L’integrazione di sistemi agrifotovoltaici garantisce, dunque, benefici che vanno ben oltre il solo risparmio in bolletta. Produrre energia pulita permette da un lato di ridurre l’impronta di carbonio e dall’altra di avere indipendenza energetica. Attraverso il proprio impianto Campotenese abbatte drasticamente le emissioni di CO2 legate ai processi di trasformazione rendendo il prodotto finale “amico del clima”. Nello stesso tempo produce in modo indipendente l’elettricità necessaria ai processi produttivi, avendo la possibilità di stabilizzare i costi di produzione e proteggere i margini aziendali.

Così l’energia prodotta dal sole diventa un “input” del tutto naturale che alimenta l’intero ciclo produttivo. Un ciclo chiuso e completo quello che mette in atto l’azienda nella quale dai foraggi, all’allevamento, alla trasformazione fino alla vendita viene gestito tutto in maniera diretta. Una filiera corta che premia in qualità e che offre al consumatore anche un valore aggiunto: ottimi prodotti, realizzati nel rispetto della tradizione, ma con le moderne tecniche di produzione, in maniera del tutto trasparente e oggi anche più rispettosa dell’ambiente.

Oggi un formaggio o un salume prodotto in un’azienda che utilizza energia solare acquisisce anche un valore etico che il consumatore moderno riconosce, ricerca, sceglie e acquista consapevolmente.

Il bando Agrisolare ed il caso aziendale di Campotenese

L’azienda ha sfruttato le opportunità offerte del Bando Agrisolare per trasformare i propri tetti in una fonte di energia pulita mantenendo intatta la vocazione dei suoli. Una scelta strategica di sostenibilità che bilancia benefici economici e tutela del paesaggio grazie ad un incentivo che oggi si dimostra essere anche un volano concreto di competitività, sostenibilità e risparmio strutturale.

Una vision spiegata ed approfondita nel corso del convegno “L’Agrisolare per le imprese, energia per lo sviluppo competitivo della Calabria” organizzato da Confagricoltura sabato 21 febbraio presso l’Auditorium Amarelli di Corigliano-Rossano.

Un appuntamento nel corso del quale si è discusso con autorevoli ospiti, tra cui Maria Grazia Minisci, presidente Confagricoltura Cosenza, Fortunato Amarelli, l’Ad di Amarelli Srl, Fortunato Madera, dirigente scolastico IIS E.Majorana e Vincenzo D’Agostino di Omnia Energia, di sostenibilità, efficienza energetica e delle opportunità offerte dai bandi nazionali per la transizione green delle aziende agricole.

 

“I dati sull’Agrisolare sono chiari: 11 milioni di euro di investimenti hanno portato all’installazione di circa 5 MW di potenza fotovoltaica, al posizionamento di 70 colonnine di ricarica, consentendo una produzione annua di energia elettrica da fonte rinnovabile pari a circa 6.500 MWh e la rimozione e lo smaltimento di 10 mila metri quadri di eternit – ha spiegato D’Agostino – Quando l’incentivo è ben progettato e accompagnato da competenza tecnica, genera investimenti veri, riduce i costi aziendali e produce benefici ambientali tangibili”. 

Tra i casi aziendali analizzati nel corso del convegno anche quello della Società Agricola Campotenese che ha portato all’attenzione dei presenti i successi, le scelte etiche e strategiche fatte dall’azienda ma anche le necessità infrastrutturali di una Calabria che vuole correre verso il futuro ma che spesso non ha ancora tutti i mezzi necessari per farlo.

Campotenese sostenibilità

“Oggi sentiamo spesso parlare di transizione energetica, di sostenibilità, di innovazione. – ha esordito la presidente Maria Nunzia Gallo – A volte sembrano parole lontane dalla vita quotidiana delle aziende agricole. In realtà, per chi fa impresa, questi temi sono diventati concreti, pratici, e soprattutto legati ai conti economici e alla capacità di restare competitivi“.

“Occasione concreta verso la transizione non solo incentivo”

Il bando Agrisolare ha rappresentato per l’azienda “un’occasione concreta e non solo un incentivo. È stato uno strumento – ha spiegato Gallo – che ha messo in moto investimenti veri, misurabili: impianti installati, energia prodotta, costi ridotti, emissioni evitate. Quando politica pubblica e competenze tecniche si incontrano, i risultati non restano sulla carta, ma diventano scelte industriali visibili“.

“Un’opportunità che ha permesso di continuare e completare il percorso verso la svolta sostenibile intrapresa. – ha spiegato la presidente Maria Nunzia Gallo – Il contributo previsto, pari al 65% per la parte di azienda che si occupa di trasformazione e all’80% per la parte agricola, ci ha permesso di completare l’installazione dei pannelli fotovoltaici su tutti i tetti dell’azienda, con l’obiettivo di rendere la struttura sempre più autonoma dal punto di vista dell’utilizzo di energia elettrica“.

Campotenese sostenibilità

La sostenibilità attraverso sistemi di accumulo e colonnine

“La possibilità di installare sistemi di accumulo – ha aggiunto la presidente – consente inoltre di sfruttare anche nelle ore notturne l’energia prodotta durante il giorno, aumentando in modo significativo l’efficienza dell’investimento rendondolo più stabile nel tempo”.

Rientra nel progetto di sostenibilità intrapreso da Campotenese anche l’installazione di colonnine di ricarica che aprono per l’azienda un nuovo scenario: “quello dell’introduzione graduale di mezzi aziendali elettrici, chiudendo sempre di più il cerchio tra produzione e utilizzo dell’energia” ha chiarito Maria Nunzia Gallo.

“Fare innovazione senza togliere spazio al lavoro agricolo”

Un punto fondamentale della strategia messa in atto riguarda la tutela del suolo: “Abbiamo scelto sin dall’inizio di installare gli impianti esclusivamente sui tetti – ha puntualizzato Maria Nunzia Gallo – perché siamo convinti dell’importanza di tutelare la funzione agricola dei terreni: l’energia rinnovabile deve essere uno strumento a servizio dell’agricoltura, non in competizione con essa, e non deve sottrarre spazio alla produzione. La terra deve continuare a fare il suo mestiere principale: produrre. Utilizzare le coperture esistenti significa fare innovazione senza togliere spazio al lavoro agricolo, senza snaturare i territori e senza creare una competizione tra produzione agricola ed energia”.

Il nodo delle infrastrutture: una sfida per il territorio

Nonostante l’investimento in sistemi di accumulo, che permettono di utilizzare l’energia solare anche durante le ore notturne, la presidente ha fatto notare che rimane un’importante criticità legata al contesto territoriale. La Società Agricola Campotenese pone infatti l’accento su un limite strutturale che rallenta la transizione energetica in Calabria ed, in particolar modo nel territorio del Pollino.

“Operiamo in un’area con infrastrutture elettriche obsolete. – ha aggiunto Gallo – che non sono in grado di recepire il surplus di energia non autoconsumata. Anche con l’eventuale installazione di una cabina, il territorio risulta saturo e non può accogliere ulteriore energia in rete. Questo di fatto non ci consente di beneficiare pienamente delle potenzialità offerte dal bando Agrisolare. Ecco perchè – ha concluso – voglio evidenziare come, accanto agli incentivi, sia necessario investire anche sull’ammodernamento delle reti“.

Questo il monito lanciato dall’azienda, che, tramite le parole della presidente, ha voluto restituire non solo una fotografia delle criticità attuali, ma soprattutto uno stimolo costruttivo per tutto il territorio, affinchè le aziende, nel lavorare nell’ottica della transizione energetica, pretendano la crescita e contribuiscano a creare le condizioni per poter andare oltre.

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