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Cane senza vita, legato e trascinato con un pik-up nel Cosentino. Indagini in corso

Cronaca

indagano i carabinieri

Cane senza vita, legato e trascinato con un pik-up nel Cosentino. Indagini in corso

Il fatto sarebbe accaduto ieri a Longobucco. La persona sarebbe stata individuata dopo la segnalazione fatta ai carabinieri che hanno subito avviato le indagini

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Cane Longobucco

LONGOBUCCO (CS) – Un cane di taglia grande, senza vita, legato dal collo e trascinato con un pik-up. Un post pubblicato da una cittadina su Facebook ha fatto il giro del Web con immagini che abbiamo preferito oscurare. Da quanto appreso e scritto anche nel post di chi lo ha pubblicato, e che si appella all’onorevole Brambilla, nel territorio di Longobucco, nella Sila Greca, il cane morto sarebbe stato trascinato con un cappio stretto attorno al collo. Le circostanze però non sono ancora state chiarite e l’utente sui social, segnala che del fatto sono stati informati i carabinieri. Non è chiaro infatti, se l’animale fosse già morto e portato via successivamente con quella modalità terrificante.

Cane ucciso: la nuova legge approvata in Parlamento

Il fatto sarebbe accaduto ieri e il soggetto sarebbe stato individuato dopo la segnalazione fatta ai carabinieri che hanno subito avviato le indagini. In base alla nuova legge approvata proprio in parlamento il maltrattamento e l’uccisione senza motivo di animali diventano reati puniti, nei casi più gravi, con il carcere. Gli articoli 544-bis e 544-ter stabiliscono pene severe per chi maltratta o uccide un animale: reclusione da quattro mesi a due anni per l’uccisione, reclusione da tre a diciotto mesi o multa fino a 30.000 euro per il maltrattamento, con aggravanti se dal fatto deriva la morte.

Il cuore della legge è la modifica del titolo IX del codice penale: non tutelerà più il sentimento dell’uomo per gli animali ma direttamente gli animali, vittime dei reati, esseri senzienti. Pene maggiorate se il fatto è commesso adoperando sevizie o prolungando volutamente le sofferenze.

L’onorevole Brambilla sui social

“E’ assolutamente necessario accertare con l’autopsia le cause della morte e stabilire se siamo di fronte ad un atto di indicibile crudeltà o di spaventosa indifferenza. Nel primo caso sarebbe l’ennesima scossa per la coscienza civile di un Paese che ormai non tollera più i crimini ai danni degli animali”. Lo scrive Michela Vittoria Brambilla su Facebook.

“La legge Brambilla, per eventi di tale gravità, prevede una pena che arriva a quattro anni di reclusione e una sanzione pecuniaria, sempre abbinata, fino a 60mila euro. Con la nostra LEIDAA ci batteremo perché su questa foto venga fatta chiarezza”.

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