Calabria
Canile di Sant’Ilario, 250 cani “soli” dopo la Cassazione: «chi se ne sta occupando?»
Il procedimento penale non è concluso e cresce la preoccupazione per il benessere dei cani dopo la restituzione della struttura al proprietario. Da qui l’appello: “serve un intervento immediato”

SANT’ILARIO DELLO JONIO (RC) – Nonostante la recente vittoria in Cassazione, l’attenzione non può calare su quella che viene indicata come la questione centrale: chi si sta occupando dei cani? La Corte Suprema dunque, non chiude la vicenda. Il procedimento penale che ha visto protagonista il Canile di Sant’Ilario dello Jonio dal 2020 ad oggi non è ancora finito.
Anima Randagia ODV: «250 cani si troverebbero in una sorta di vuoto gestionale»
L’associazione Anima Randagia ODV, riconosciuta come unica parte civile nella sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Locri nell’agosto di due anni fa, ha seguito l’intero iter giudiziario, battagliando in appello e in Cassazione. Determinante è stato l’accoglimento delle preoccupazioni esposte al Procuratore Generale, che lo hanno spinto a intervenire presso la Corte Suprema.
A destare allarme è la recente consegna del canile al proprietario, avvenuta circa dieci giorni fa. Una fase delicata che, secondo l’associazione, metterebbe in discussione “il mantenimento” del benessere degli animali, raggiunto con grande difficoltà durante i sei anni di custodia giudiziaria. Secondo quanto fa emergere l’associazione “la struttura risulterebbe priva di Direttore Sanitario, senza alcuna convenzione con associazioni di tutela animale e con un solo operaio incaricato dell’accudimento”.

“I cani sono rimasti soli”
Attualmente, circa 250 cani ospiti della struttura si troverebbero in una sorta di vuoto gestionale. Dopo la fine della custodia giudiziaria, l’associazione UGDA ha lasciato il canile e a breve lo faranno anche i due operai che avevano affiancato la gestione. La preoccupazione è per i cani rimasti “soli”, senza quei riferimenti che li hanno accompagnati negli ultimi anni, in particolare dal 13 aprile, data che segna un punto di svolta nella gestione della struttura.
Per far luce sulla situazione, è stata inviata una missiva formale al Servizio Veterinario competente, con la richiesta di informazioni fondamentali riguardanti l’accreditamento della struttura e le condizioni operative attuali. L’associazione ha dichiarato che attenderà risposte per un tempo limitato, non oltre due giorni, sottolineando la gravità delle circostanze emerse. Il Servizio Veterinario, organo preposto al controllo del benessere animale, è chiamato a intervenire insieme ai Comuni convenzionati, che si auspica siano già stati informati.
Appello ai volontari: serve un intervento immediato
In attesa di una visita ufficiale presso il canile, per la quale è stato richiesto l’intervento congiunto del Servizio Veterinario, l’associazione lancia un appello urgente. Considerata la distanza e l’impossibilità di un intervento immediato, si invitano tutte le associazioni e i volontari della zona a recarsi quanto prima presso la struttura per verificare le condizioni dei cani e fornire loro supporto.



















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