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Caos assistenza domiciliare: l’ASP di Cosenza ignora la sospensiva del TAR, partono le diffide di caregiver e famiglie

Area Urbana

ADI E FNA

Caos assistenza domiciliare: l’ASP di Cosenza ignora la sospensiva del TAR, partono le diffide di caregiver e famiglie

L’avvocato Andrea Delmorgine sta formalizzando le opportune diffide e gli atti di messa in mora nei confronti dell’Azienda Sanitaria Provinciale. Napolitano: “Di fronte a una totale assenza di rispetto verso la magistratura amministrativa”

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COSENZA – Si dicono esasperati i caregiver dei malati gravissimi che oltre alle difficoltà quotidiane che devono affrontare ogni giorno per l’assistenza continuativa si ritrovano dinnanzi ad una “gestione sanitaria e assistenziale che sembra sorda persino di fronte ai provvedimenti della giustizia amministrativa”.

caregiver

L’ASP di Cosenza riorganizza l’ADI, le famiglie non ci stanno

È questa la denuncia delle famiglie e delle associazioni del territorio di fronte ad “atti amministrativi, delibere e trasferimenti di competenze” che rendono ogni giorno esasperante la vita assistenziale. Al centro della bufera vi sono la riorganizzazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e i recenti cambi nell’erogazione del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA).

La vicenda ha preso avvio lo scorso 28 luglio 2026 con l’approvazione della Delibera n. 1074, attraverso la quale l’ASP di Cosenza ha disposto la riorganizzazione dei servizi ADI destinati ai pazienti gravissimi, imponendo il cambio dei soggetti erogatori ed il passaggio di carico.

Di fronte al rifiuto dell’Azienda di aprire un tavolo di confronto urgente e al mancato annullamento dell’atto in autotutela, il referente provinciale dell’associazione Caregiver Familiari Uniti (CFU), Francesco Napolitano, ha promosso una dura battaglia di denuncia culminata con il ricorso al TAR Calabria tramite l’avvocato Andrea Delmorgine.

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Il ricorso al TAR: scatta l’ordine di sospensione

Affidatisi al patrocinio dell’avvocato Andrea Delmorgine del Foro di Cosenza, le famiglie e i caregiver hanno impugnato il provvedimento dinanzi ai giudici amministrativi di Catanzaro. Il ricorso ha evidenziato la violazione del diritto alla libera scelta della struttura sanitaria accreditata, sancito dalla Legge 833 del 1978, unitamente alla lesione del principio di continuità assistenziale protetto dall’Articolo 32 della Costituzione e dalle linee guida del Decreto Ministeriale 77 del 2022.

In data 23 settembre 2026 il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto le istanze cautelari sospendendo inaudita altera parte l’efficacia della delibera, misura poi confermata nell’udienza camerale dello scorso 2 ottobre 2026. La trattazione collegiale è stata rinviata al prossimo 18 novembre 2026, lasciando congelato il provvedimento per tutelare la salute degli assistiti.

Nonostante l’ordine di sospensione emesso, gli uffici distrettuali dell’ASP di Cosenza hanno continuato a inviare formali comunicazioni per disporre la cessazione delle prestazioni con i precedenti erogatori e sollecitare il subentro delle nuove strutture. “Un atteggiamento istituzionale – spiega Napolitano – che appare ai caregiver come una vera e propria sfida alle pronunce del Tribunale Amministrativo Regionale, condotta a scapito della stabilità e della salute fisica e psicologica di persone che già vivono situazioni di estrema fragilità”.

porto d'armi

Il nodo sulla gestione del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze

A rendere ancora più critico il quadro assistenziale è la nuova modalità di gestione del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA). La scelta di delegare l’operatività agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) ha generato, secondo quanto spiega Napolitano “Disparità territoriali e ritardi nei bandi, la moltiplicazione di graduatorie e ricorsi e la duplicazione di adempimenti e certificati”.

Ai caregiver viene richiesta, infatti, la ripresentazione periodica di documenti, certificazioni mediche e autocertificazioni già in possesso della Pubblica Amministrazione e la parcellizzazione della materia ha prodotto ritardi rilevanti nella pubblicazione dei bandi da parte di molti Comuni capofila, con conseguente proliferazione di graduatorie provvisorie, ricorsi e adempimenti burocratici ridondanti.

pazienti assistenza domiciliare ADI

Caregiver e famiglie passano alle vie legali: partono le diffide

Francesco Napolitano, esprime profonda riprovazione per la linea scelta dall’azienda sanitaria: “Siamo di fronte a una totale assenza di rispetto sia verso la magistratura amministrativa, sia verso la dignità delle famiglie. Proseguire con comunicazioni di subentro e cambi di erogatore mentre pende una sospensiva del TAR è un’arroganza inaccettabile. Chi porta avanti queste procedure dimentica che dietro le carte ci sono persone in ventilazione assistita, malati gravissimi e nuclei familiari allo stremo”.

Per tutti questi motivi l’avvocato Andrea Delmorgine sta formalizzando le opportune diffide e gli atti di messa in mora nei confronti dell’Azienda Sanitaria Provinciale. L’azione legale contesta apertamente la violazione dei decreti cautelari, l’illegittimità dell’operato amministrativo e il rischio di interruzione arbitraria di cure salvavita.

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