Area Urbana
LA PROTESTA
Niente mercato a Rende stamattina. Stalli vuoti e ambulanti in protesta “via Parigi è un salto nel buio”
Sit-in contro la decisione del Comune di spostare il mercato su via Parigi: operatori sul piede di guerra e la protesta si sposta davanti al Municipio

RENDE – Niente mercato a Rende e postazioni vuote. Quello che doveva essere il primo giorno nell’area di via Parigi, si è trasformato in una protesta. Questa mattina, come ogni giovedì, gli ambulanti del mercato settimanale di Rende avrebbero dovuto prendere posto nell’area individuata dal Comune, nella zona del Quartiere Europa Quattromiglia. E invece, gli operatori si sono ritrovati nel parcheggio del centro commerciale Metropolis, da dove hanno avviato una manifestazione di dissenso. Esposti anche alcuni striscioni, tra cui “Stellato, siamo qui”, rivolto all’assessore Veronica Stellato che ha difeso strenuamente la scelta di collocare l’area mercatale a Quattromiglia.
Mercato a Rende: “il vecchio sito è morto”, la protesta al Comune
Sostenuti dal sindacato ANA UGL, gli ambulanti hanno deciso di non trasferirsi nella nuova area e di proseguire la mobilitazione. In mattinata, infatti, la protesta è destinata a spostarsi davanti al Comune di Rende, in via Borromeo. La tensione resta alta attorno a una decisione che ha riacceso lo scontro tra amministrazione e operatori del commercio e ambulanti.

Via Parigi sotto accusa: “area non idonea”
La scelta di riportare il mercato in via Parigi, formalizzata con ordinanza comunale, è stata duramente contestata dalle principali sigle di categoria — ANA-UGL Calabria, Associazione Ambulanti Italiani, La Bizantina, CLAII e CICAS. Secondo gli operatori, si tratta di una location già sperimentata in passato con esiti negativi: “Per oltre un decennio il mercato si è svolto proprio lì, finendo però per svuotarsi progressivamente a causa di gravi criticità strutturali e logistiche”.

Il trasferimento successivo nell’area del parcheggio del Metropolis era stato visto come una soluzione efficace, oggi però messa in discussione. Non è solo la scelta della location ad essere contestata, ma anche le modalità con cui è stata adottata. Le associazioni denunciano l’assenza di confronto e di criteri organizzativi chiari.




















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