Calabria
Moto d’acqua a tutta velocità tra i bagnanti: mezzi sequestrati e 6 persone denunciate a Capo Rizzuto
Operazione congiunta di Carabinieri e Guardia Costiera a ridosso di Ferragosto a Isola di Capo Rizzuto. Navigavano a forte velocità sottocosta mettendo a rischio bagnanti e riserva naturale: contestate anche minacce e resistenza a pubblico ufficiale

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – Un’operazione a tutela della sicurezza dei bagnanti e della conservazione del patrimonio naturalistico è stata portata a termine nell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”. Nell’ambito dei servizi straordinari coordinati dal Prefetto di Crotone, i Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto e la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera hanno eseguito il sequestro preventivo d’urgenza di tre moto d’acqua e un gommone, su disposizione della Procura della Repubblica di Crotone.
Moto d’acqua e gommoni fuorilegge sottocosta
L’intervento delle forze dell’ordine è scattato in seguito alle insistenti segnalazioni arrivate dai cittadini, fortemente allarmati dalla costante e incontrollata presenza di natanti a motore a ridosso della battigia, nelle zone riservate alla balneazione. Le attività d’indagine e i servizi di osservazione, svolti tra il 12 luglio e il 2 agosto 2026, hanno fatto emergere condotte sistematiche ad alto rischio, caratterizzate da navigazione ad alta velocità vicino alla spiaggia, oltre alla sosta e all’ormeggio vietati nei confini della riserva naturale.

Sei persone denunciate a piede libero e accuse di resistenza
A seguito degli accertamenti investigativi, sei persone sono state deferite a piede libero. Nei loro confronti sono state contestate le violazioni dell’articolo 1231 del Codice della Navigazione, della legge quadro sulle aree protette, oltre all’inosservanza delle Ordinanze della Capitaneria di Porto di Crotone e del Regolamento dell’Area Marina Protetta. Durante le operazioni di controllo sono stati inoltre registrati episodi di resistenza, minacce e atteggiamenti intimidatori rivolti ai militari dell’Arma. Queste condotte hanno fatto scattare ulteriori contestazioni penali a carico degli indagati.
Considerando la natura reiterata delle violazioni, che sono proseguite in diverse giornate ignorando gli inviti al rispetto delle norme, il 13 agosto 2026 è stato disposto il sequestro dei mezzi sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica dott. Domenico Guarascio.



















Social