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Capodanno a Catanzaro da dimenticare, la disavventura di Davide: “A terra perché senza carrozzina”

Calabria

UNA SITUAZIONE INVEROSIMILE

Capodanno a Catanzaro da dimenticare, la disavventura di Davide: “A terra perché senza carrozzina”

Soltanto gli interventi dei giornalisti, della Croce Rossa di Catanzaro e di un dirigente della Polizia di Stato hanno permesso al 38enne di potersi godere lo spettacolo. La sua denuncia è virale e apre l’ennesimo problema organizzativo sui grandi eventi

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Davide Carpino

CATANZARO – Mentre le luci dei riflettori si spegnevano sul palco – nonché i numeri che parlavano della diretta del Capodanno Rai in Calabria – una voce fuori dal coro ha acceso il dibattito sulla reale inclusività dei grandi eventi, in questo caso per quello riguardante Catanzaro.

La vicenda è quella di Davide Carpino, 38enne cosentino, attore e disabile al 100%. La sua serata dell’ultimo dell’anno non è stata fatta di brindisi e canzoni, ma di una lotta contro una burocrazia che sembra riconoscere la disabilità solo se “visibile” o su ruote. Un evento certamente dibattuto e con tante polemiche, seppur per altre motivazioni.

Capodanno a Catanzaro, la vicenda accaduta a Davide Carpino

Davide è un disabile deambulante. Cammina, ma non può sostenere la posizione eretta per lunghi periodi a causa di gravi problemi di equilibrio e coordinazione motoria.

Per l’organizzazione, però, ‘disabile’ significava solo una cosa: carrozzina“, racconta con amarezza a Fanpage.it. Nonostante avesse inviato via e-mail tutta la documentazione medica necessaria al Comune di Catanzaro, già dallo scorso 12 dicembre, Davide ha ribadito di non aver mai ricevuto una risposta formale, se non una laconica comunicazione telefonica: “Non sappiamo ancora dove mettere chi vende i panini, figuriamoci queste cose“, spiega.

Davide Carpino al Capodanno Rai a Catanzaro

E proprio la sera del 31 dicembre, infatti, Davide si sarebbe presentato ai varchi con uno sgabellino pieghevole, portato da casa. L’unico modo di resistere a tante ore di diretta. Ma la risposta della sicurezza avrebbe già creato il primo muro invalicabile: niente sgabello.

Mi è stato detto che per le norme di sicurezza non potevo introdurlo. Ma io non posso stare in piedi sei ore. La loro soluzione? Nessuna. Mi sono ritrovato seduto per terra, nell’indifferenza di chi gestiva gli accessi“, ribadisce Davide.

Non ha retto a lungo… poi l’intervento

E soltanto un crollo fisico di Davide, infatti, avrebbe così scosso le coscienze. Grazie all’intervento di alcuni giornalisti presenti e di un dirigente di Polizia, per fortuna, la situazione si sarebbe in seguito sbloccata.

La Croce Rossa avrebbe infine fornito una sedia a rotelle, paradossalmente l’unica accettata dal sistema, così da permettergli di assistere allo spettacolo.

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