Calabria
CALICI LOCALI
Capodanno, per il brindisi 2026 arriva l’appello di Coldiretti: «Scegliere le bollicine Made in Calabria»
Tra le produzioni locali si fanno spazio anche gli spumanti da vitigni locali, il comparto vitivinicolo calabrese punta tutto su identità e qualità. Coldiretti: “A Capodanno scegliamo il nostro territorio”

COSENZA – Il 2025 si chiude con un bilancio storico per l’enologia calabrese, segnando l’inizio di una nuova era. Un traguardo che tocca da vicino anche il Capodanno ed i classici brindisi. Con la conclusione dell’iter per la prima DOCG della Calabria, assegnata allo storico Cirò, il vino calabrese smette di essere una “nicchia di lusso” per diventare un acceleratore strategico di qualità e riconoscibilità internazionale.
Ma non è tutto. In un panorama rinnovato e che guarda al futuro con occhi nuovi e propositivi, in Calabria si fanno spazio anche le bollicine autoctone, ideali per i prossimi brindisi del Capodanno. Quando si parla, infatti, di “Made in Calabria” non si fa riferimento solo ai vini. Si possono annoverare, infatti, anche gli spumanti.
Il fenomeno delle “bollicine calabresi”: dai vitigni autoctoni al calice di Capodanno
Se la tradizione dei rossi è consolidata, la vera sorpresa degli ultimi anni per la Calabria è il comparto degli spumanti. Un settore giovane, nato strutturalmente intorno agli anni Duemila, ma capace di bruciare le tappe grazie a investimenti mirati e una visione lucida. Gli spumanti calabresi, infatti, sono un segmento in rapida ascesa, con qualità crescente e riconoscimenti internazionali che unisce tradizione e innovazione.
Le cantine locali che stanno investendo in questo settore stanno esplorando con successo le potenzialità dei vitigni autoctoni, declinandoli sia attraverso il metodo Martinotti/Charmat (rifermentazione in autoclave) che il prestigioso Metodo Classico (rifermentazione in bottiglia). Il risultato? Bollicine di carattere, figlie del sole e del mare, che stanno scalando le classifiche del gradimento internazionale.

E allora, quale occasione migliore del Capodanno per scoprire le bollicine calabresi e brindare al nuovo anno con un tocco di Mediterraneo? È questo l’appello del presidente di Coldiretti Calabria: puntare sulle eccellenze del nostro territorio, anche e soprattutto per brindare al nuovo anno.
Dalle tavole imbandite agli agriturismi – che prevedono un bilancio positivo per l’inizio del 2026 – fino alle grandi piazze, l’invito è unanime. L’auspicio del presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, è che anche i grandi eventi mediatici, come il Capodanno Rai sul lungomare di Catanzaro, scelgano di “mettere il turbo” al territorio. “Lo spumante di Capodanno 2026 sia sempre di più calabrese — afferma Franco Aceto —. È un segnale delle grandi potenzialità dell’agroalimentare che, da tempo, traina la nostra economia sui mercati nazionali ed esteri.”
Scegliere una bollicina “Made in Calabria” per salutare il nuovo anno non è solo un gesto di festa, ma un atto d’amore verso una terra che ha imparato a trasformare la propria identità in eccellenza.
La quota dai vini in Calabria e la scommessa per il futuro
Nonostante rappresenti, in termini quantitativi, una quota contenuta del mercato nazionale (circa 370.000 ettolitri l’anno), la Calabria vanta una densità di vini di eccellenza straordinaria: 9 DOC (il 2,8% del totale italiano) e 10 IGT (l’8,5% del totale nazionale) per un valore economico che supera i 60 milioni di euro, senza contare l’indotto turistico e culturale.
La scommessa per il futuro è chiara: legare indissolubilmente il calice al territorio. Non solo vino, dunque, ma un’esperienza che abbraccia l’archeologia, la natura e la storia millenaria della punta dello Stivale.


















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