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Capodanno Rai a Catanzaro? Montano le polemiche per l’esclusione di Cosenza: «Occhiuto odia la sua città»

Calabria

Capodanno Rai a Catanzaro? Montano le polemiche per l’esclusione di Cosenza: «Occhiuto odia la sua città»

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Capodanno Rai Catanzaro

COSENZA – Sciolto il nodo delle elezioni regionali, si guarda al prossimo capodanno, quello Rai, con il programma L’anno che verrà che, come da contratto, si terrà ancora in Calabria. Dalla Regione, dopo Crotone e Reggio Calabria, si mantiene il riserbo ma a quanto trapela pare che sia Catanzaro la città scelta per il grande evento, lasciando così fuori dai giochi Cosenza. Diverse ed insistenti le voci che indicherebbero il capoluogo di regione come location prescelta, anche a seguito di diversi sopralluoghi effettuati. 

Ad esprimersi sulla questione, lanciando un pesante attacco sia al presidente della Regione Occhiuto che al sindaco di Cosenza, Caruso, è Calabria per Tridico che in una nota tuona: “Il capodanno si terrà a Catanzaro su Rai uno. È la conferma che Occhiuto odia la sua città e la sua provincia che rappresentano il 43% della popolazione calabrese. Cosenza meritava questo riconoscimento per la sua bellezza storica”.

Capodanno Rai a Catanzaro: il monito per il sindaco Caruso

“Franz Caruso ne approfitti e insieme a luì la sua coalizione per correggere gli errori e ripartire. Non stia chiuso ma si apra e rilanci la sua azione amministrativa. Per i cosentini questa è una profonda ferita. – aggiuge Calabria per Tridico – Che si unisce alla scelta dell’ospedale e altre attività che hanno spogliato il significato del capoluogo“.

“Se i riformisti e il centrosinistra trovano la quadra, se mettono da parte i rancori, lo batteranno ancora. E pensino anche a discutere tra loro ma senza rompere e senza fare regali ad Occhiuto. Vale anche per Principe e per tutti i sindaci della provincia. – conclude – Il capodanno Rai non è una cosa amena ma un investimento di milioni di euro che dà visibilità alle città. Farne tre escludendo il capoluogo di provincia più importante è grave”.

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