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Capodanno 2026 con polemica a Vibo, l’ex sindaca attacca la scelta dei Modena City Ramblers

Calabria

Capodanno 2026 con polemica a Vibo, l’ex sindaca attacca la scelta dei Modena City Ramblers

La polemica sul concerto di Capodanno a Vibo esplode dopo l’annuncio dei 33mila euro stanziati per i Modena City Ramblers: l’ex sindaca critica la scelta, definendola divisiva e politicamente schierata

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VIBO VALENTIA – I 33mila euro per il concerto la notte di Capodanno con i Modena City Ramblers, al centro dell’attacco da parte dell’ex sindaca Limardo verso la giunta comunale. Ed è subito polemica. Maria Limardo infatti, sui social, ha criticato duramente la decisione dell’amministrazione comunale di investire 33mila euro per ingaggiare i Modena City Ramblers per il concerto di Capodanno 2026. Limardo precisa di non avere nulla contro il gruppo, ma sottolinea come la band sia «caratterizzata da una connotazione politica evidente e marcata», una scelta che, a suo avviso, rischia di dividere la cittadinanza anziché unirla.

Capodanno: “fondi pubblici per un evento che divide”

«Trovo poco serio – afferma Limardo – utilizzare fondi pubblici per un evento che inevitabilmente crea spaccature. A Capodanno, più che in ogni altra occasione, ci si dovrebbe riconoscere in un momento collettivo, non in un simbolo di parte».

Secondo l’ex primo cittadino, un evento finanziato dal Comune dovrebbe essere pensato «per tutta la comunità, non per soddisfare una parte o alimentare un immaginario politico». Da qui l’affondo diretto al sindaco in carica, Enzo Romeo, definito «un equilibrista» che rischia di assecondare «una frangia politica o chi gli garantisce sostegno», invece di ricordare di «essere il sindaco di tutti».

Limardo parla di una scelta «miope e irrispettosa verso chi non si riconosce in certe posizioni politiche», accusando l’amministrazione di aver preferito il calcolo politico all’interesse collettivo. «Si poteva scegliere un artista neutrale, capace di unire senza polemiche. Non era difficile», commenta. «Serviva solo la volontà di fare un passo oltre le convenienze politiche».

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