Calabria
2 AZIONI IN ATTO
L’ombra del caporalato sulla strage dei braccianti, la Regione Calabria si “muove” dopo l’efferato delitto
La consigliera Barbuto depositerà una proposta di legge contro lo sfruttamento in agricoltura, mentre Santoianni, in qualità di presidente, ha convocato per domani una seduta della VI Commissione consiliare permanente in materia di agricoltura

CATANZARO – A seguito della strage di Amendolara nella quale hanno perso la vita quattro braccianti arsi vivi in un minivan, la Regione Calabria si mobilita. Le indagini sono ancora in corso e molti gli interrogativi da chiarire, tra cui anche l’ombra del caporalato. Proprio su questo tema due le azioni messe in campo.
Da un lato la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisabetta Barbuto ha annunciato il deposito ufficiale dei una proposta di legge contro lo sfruttamento intitolata ‘Interventi per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura’. Dall’altro la consigliera regionale Elisabetta Santoianni, in qualità di presidente, ha convocato per domani una seduta della VI Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale della Calabria, competente in materia di agricoltura.

Strage dei braccianti e caporalato, la proposta di legge di Barbuto
“Di fronte all’ennesima, immane tragedia consumatasi ad Amendolara, dove dei lavoratori sono stati bruciati vivi per essersi ribellati ai caporali, le istituzioni non possono e non devono più girarsi dall’altra parte. – dice la consigliera del M5S – Non si tratta di casi isolati, ma di una vera e propria piaga sociale che calpesta la dignità umana e che richiede risposte normative immediate e strutturali”.
Il testo – viene spiegato in una nota della consigliera – ricalca la proposta già presentata nella scorsa legislatura dal consigliere pentastellato Davide Tavernise, rimasta purtroppo bloccata nei cassetti delle commissioni regionali per due anni. “Apprendo positivamente la decisione del presidente Occhiuto di inserire il tema del caporalato all’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale – dice Barbuto – ma le discussioni generali non bastano più se non sono seguite da atti concreti. La proposta di legge c’è, è solida e l’ho già depositata. È arrivato il momento di metterci al lavoro nelle commissioni e in Aula per discuterla e votarla al più presto. Davanti al sangue versato ad Amendolara non ci sono più alibi per nessuno: l’immobilismo politico deve finire”.
“Il cuore della proposta normativa – si legge – mira a superare la logica puramente repressiva per costruire un sistema di prevenzione fondato sulla trasparenza, promuovendo la legalità e sostenendo le imprese virtuose”.

Un elenco regionale e la Rete del lavoro agricolo di qualità
“Tra le misure principali della legge – spiega la consigliera – spicca l’istituzione di un apposito elenco regionale delle imprese agricole virtuose, riservato a quelle realtà che non hanno riportato condanne o sanzioni negli ultimi tre anni e che dimostrano la piena regolarità nel versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. Per incentivare l’adesione a questo modello etico, la legge introduce un meccanismo concreto che riconosce a queste aziende una premialità del 5% nell’aggiudicazione dei bandi regionali ed europei”.
“Parallelamente, il testo prevede che la Regione promuova attivamente l’adesione dei produttori alla Rete del lavoro agricolo di qualità, uno strumento nazionale fondamentale che certifica l’assenza di irregolarità, valorizzando al contempo la sinergia e il coinvolgimento diretto del terzo settore e delle organizzazioni sindacali e datoriali. Sul fronte della prevenzione e della cultura della sicurezza, la proposta affida all’ente regionale il compito di realizzare capillari campagne di informazione e sensibilizzazione sui rischi legati all’economia sommersa”.
“Queste attività saranno portate avanti in stretta collaborazione con i centri per l’impiego e con l’Osservatorio sul mercato del lavoro. Infine, il provvedimento è strutturato in modo da non comportare alcun nuovo onere a carico del bilancio regionale, attingendo per le iniziative informative ai programmi operativi dei fondi europei e nazionali già disponibili, e introduce una clausola valutativa che imporrà alla Giunta una relazione periodica per monitorare costantemente i risultati raggiunti”.

Santoianni convoca la VI Commissione consiliare
la consigliera regionale fa sapere che ai lavori per la VI Commissione consiliare saranno presenti il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, e il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo. Alla riunione parteciperà anche l’assessore regionale Gianluca Gallo. L’obiettivo è quello di aprire un tavolo di confronto permanente sul tema del caporalato, dello sfruttamento del lavoro agricolo e della tutela dei lavoratori.
“Alla luce dei tragici fatti verificatisi ad Amendolara, che hanno profondamente scosso l’intera comunità calabrese, ho fortemente voluto e convocato per domani una seduta della VI Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale della Calabria, competente in materia di agricoltura. La Commissione si riunirà per affrontare il tema del caporalato, dello sfruttamento del lavoro agricolo e delle condizioni di sicurezza e tutela dei lavoratori, – ha chiarito Santoianni – con l’obiettivo di avviare una riflessione seria e individuare ogni possibile iniziativa utile a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto”.
Saranno inoltre ascoltate le organizzazioni sindacali e le rappresentanze del mondo agricolo, nella convinzione che solo attraverso il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, parti sociali e imprese sia possibile costruire risposte efficaci contro ogni forma di sfruttamento.
“La Calabria ha il dovere di difendere il lavoro onesto, la dignità delle persone e le tante aziende agricole che operano quotidianamente nel rispetto delle regole. – conclude – Di fronte a una tragedia così grave non servono polemiche, ma unità, responsabilità e azioni concrete. La memoria delle vittime di Amendolara ci impone di trasformare il dolore in impegno e l’indignazione in scelte coraggiose. La Calabria che lavora non è quella del caporalato e dello sfruttamento, ma quella fatta di lavoratori onesti, imprese sane e rispetto delle regole”.



















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