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Blitz Car-Cash: 17 arresti. Auto rubate, smontate in poche ore o restituite dietro riscatto

L'operazione

Blitz Car-Cash: 17 arresti. Auto rubate, smontate in poche ore o restituite dietro riscatto

Maxi blitz dei carabinieri denominato Car-Cash. I militari hanno smantellato un’organizzazione dedita ai furti d’auto e cavalli di ritorno. Sequestrate anche armi e ricambi

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REGGIO CALABRIA – È scattata alle prime luci dell’alba una vasta operazione, ribattezzata Car-Cash, dei carabinieri di Reggio Calabria che ha portato all’arresto di 17 persone, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica.

L’operazione “Car-Cash”

Il blitz ha consentito di individuare e smantellare un’organizzazione criminale dedita al furto di autovetture, con base operativa nel quartiere di Arghillà. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di furto aggravato, ricettazione, estorsione e detenzione abusiva di armi.

VIDEO – Il Capitano Francesco Severi – comandante Compagnia Carabinieri Reggio Calabria

Secondo quanto emerso dalle indagini, condotte tra ottobre 2024 e aprile 2025, i veicoli sottratti venivano smontati nel giro di poche ore per la rivendita dei pezzi di ricambio sul mercato illecito. In alternativa, le auto venivano restituite ai legittimi proprietari previo pagamento di una somma di denaro, attraverso il collaudato meccanismo del cosiddetto “cavallo di ritorno”.

Nel corso dell’operazione, che ha visto impegnati oltre 150 militari dell’Arma, sono state sequestrate anche armi e ingenti quantitativi di parti di ricambio provenienti da veicoli rubati.

I dettagli del blitz Car-Cash

Auto rubate smontate in poche ore o restituite dietro pagamento, sequestrate armi e pezzi di ricambio. Sette persone sono finite in carcere, altre 10 ai domiciliari. Le accuse vanno dal furto aggravato alla ricettazione, dall’estorsione aggravata alla detenzione e porto abusivo di armi.

L’indagine è stata avviata nell’ottobre 2024 e conclusa nell’aprile 2025 e l’operazione ha permesso di smascherare un’organizzazione criminale radicata nel quartiere Arghillà, da anni teatro di una recrudescenza delinquenziale.

Secondo l’ordinanza, gli indagati individuavano e rubavano veicoli in diverse zone della città, portandoli ad Arghillà dove venivano rapidamente “cannibalizzati” per la vendita di pezzi di ricambio. In almeno due casi, grazie alle telecamere, è stato accertato il fenomeno del “cavallo di ritorno”: i proprietari venivano costretti a pagare per riavere l’auto.

Colpivano ovunque e a qualsiasi ora

Il GIP evidenzia come gli indagati adottassero sistemi per eludere i controlli delle forze dell’ordine e operassero quotidianamente, anche durante le festività, di giorno e di notte, colpendo anche parcheggi ospedalieri e, in un caso, una troupe televisiva impegnata a realizzare un servizio giornalistico.

Oltre all’aspetto criminale, l’attività ha avuto un impatto ambientale significativo: le “cannibalizzazioni” hanno generato vere e proprie discariche a cielo aperto in un quartiere densamente popolato. Durante le verifiche, i Carabinieri hanno sequestrato numerose auto rubate, pezzi di ricambio e armi, documentando l’operatività costante e il grave allarme sociale legato all’organizzazione criminale.

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